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ECONOMIA. VIA ITALIANA AL MICROCREDITO: TRIPLICATO IN 4 ANNI. 2015 SARÀ RECORD

ROMA - L'azienda per cui lavorava Marinela ha chiuso e come liquidazione il suo ex datore di lavoro le ha lasciato tutta l'attrezzatura, le macchine da cucire. "Non mi restava che aprire la mia attivita'", racconta lei.

Ma ottenere un finanziamento non e' facile per chi non e' "bancabile" ovvero non ha garanzie reali da offrire a un istituto di credito. La svolta per Marinela e' arrivata grazie al microcredito e, in particolare, al sistema promosso e integrato dall'Ente nazionale per il microcredito insieme alla Banca di credito cooperativo (Bcc) che utilizza il fondo centrale per le piccole e medie imprese: circa 30 milioni di euro con cui potrebbero essere avviate circa 1.500 nuove imprese (massimo 25 mila euro per azienda). "E' la via italiana al microcredito - spiega Mario Baccini, presidente dell'Ente nazionale del microcredito, istituto che coordina, indirizza e monitora gli strumenti microfinanziari su delega della Presidenza del Consiglio in attuazione dell'articolo 111 del Testo unico bancario -. Grazie alla banca e al Fondo nazionale di garanzia abbiamo fatto in modo che un piccolo prestito potesse trasformarsi in microcredito". Come Marinela altre persone che non avevano accesso al credito hanno potuto chiedere un finanziamento e avviare un'impresa: Fulvio ha rilevato una gioielleria, acquistando la merce e gli strumenti per il laboratorio, Marco ha creato un service audio e luci, Angelo ha chiesto un prestito per la sua libreria, Serena ha avviato un'agenzia di viaggi ed eventi, Andrea Letizia ha aperto un bar. "Abbiamo percorso l'ultimo miglio che divideva il bisogno dalla sua soddisfazione - continua Baccini -. Trasformare il disagio in utilita', far si' che una persona disoccupata possa diventare un nuovo contribuente, un nuovo consumatore, un cliente per la banca".

In poco piu' di un mese e mezzo, il nuovo progetto di Bcc ed Ente nazionale del microcredito ha permesso di finanziare solo nel Lazio 30 imprese. Cio' che distngue il microcredito dal credito ordinario e' l'attenzione alla persona, l'accoglienza, l'ascolto e il sostegno nella fase di pre-erogazione e in quella successiva, nonche' la particolare attenzione alla validita' e sostenibilita' del progetto. Proprio per questo una componente essenziale delle operazioni di microcredito (sia imprenditoriale che sociale) e' l'erogazione dei servizi non finanziari di assistenza e monitoraggio che il finanziatore e' tenuto a fornire al beneficiario direttamente o tramite enti specializzati per tutta la durata del prestito. E' di oggi la presentazione da parte dell'Ente nazionale per il microcredito delle Linee di indirizzo sull'erogazione dei piccoli prestiti che hanno l'obiettivo di formalizzare le attivita' che i soggetti eroganti microcredito (banche e non solo) devono fornire a chi chiede il piccolo prestito (che e' coperto per l'80 per cento dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese). "Vogliamo prevenire il rischio di un aumento del tasso di insolvenza nei progetti di microcredito, perche' quelli del Fondo di garanzia sono soldi pubblici e vanno spesi bene - ha detto Baccini -.

Bisogna selezionare il progetto da finanziare e monitorarlo negli anni, sostenendo l'imprenditore". In questo senso e' importante la figura del tutor che aiuta la persona ad avviare il progetto e ne controlla le varie fasi, "e' la persona che guarda negli occhi chi chiede il prestito e cerca di capire la sostenibilita' del progetto e se si tratta di microcredito d'impresa o sociale". La vera differenza insomma, al di la' del finanziamento, la fanno i servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio (previsti dall'articolo 111 del Testo unico bancario): "La legge dice che almeno 2 di questi servizi sono essenziali non che e' facoltativo darli - continua il presidente dell'Enm -.

Tutoraggio e monitoraggio devono essere fatti personalmente e non on line, solo cosi' si puo' evitare il default o la mortalita' dell'azienda dopo i primi due anni". Il microcredito puo' essere sociale, se rivolto a soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico per consentirne l'inclusione sociale e finanziaria, o d'impresa se si rivolge a giovani, donne, disoccupati, migranti che intendono avviare o potenziare un'attivita' di microimpresa o di lavoro autonomo e che hanno difficolta' di accesso al credito bancario. Il primo puo' essere finanziato con un massimo di 10 mila euro da restituire entro 5 anni, senza l'assistenza di garanzie reali, mentre per il secondo l'importo massimo e' di 25 mila euro per 7 anni, rimborsabili con rate al massimo trimestrali, senza garanzie reali ma con la possibilita' di accedere al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

Tra il 2011 e il 2014 il microcredito all'impresa in Italia e' passato da 37 milioni di euro a oltre 120 con un tasso di incremento annuo dell'80%, "i dati del 2015 che stiamo elaborando mostreranno che nell'ultimo anno e' raddoppiato", mentre per quello sociale sono stati destinati in media circa 25 milioni di euro ogni anno. Con riferimento al 2014, meta' del volume complessivo delle operazioni e' stato erogato a iniziative di microcredito promosse dalle Regioni, il 37% su 4 iniziative a carattere nazionale e il rimanente 12% a un microcosmo di 95 programmi a carattere locale. Secondo i dati dell'Ente nazionale microcredito, ogni destinatario di microcredito produttivo sviluppa un effetto leva di 2,43 occupati. Cio' significa che per ogni microcredito concesso si da' origine a 2,43 posti di lavoro, compresi i percettori. Nel 2014 sono stati piu' di 13.800 i nuovi posti di lavoro creati per un totale di oltre 34 mila occupati nell'intero quadriennio 2011/2014.

fonte :www.redattoresociale.it

La Camera di Commercio Italo-Araba e l'Ente Nazionale per il Microcredito hanno firmato un protocollo di intesa che stabilisce un percorso di collaborazione per il periodo di programmazione 2014-2020, finalizzato allo sviluppo di strategie comuni che comprendano progettualita', ricerca di canali di finanziamento, attivazione di network e partnership commerciali per la realizzazione di azioni congiunte anche a valere su fondi nazionali, comunitari ed internazionali.
Tra i contenuti dell'accordo vi e' il "rafforzamento di strategie per promuovere l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese e segnatamente delle micro-imprese con particolare riferimento al mercato dei paesi arabi".
Soddisfazione e' stata espressa dal che nel sottolineare l'importanza dell'accordo con l'Ente Nazionale di Microcredito, ha affermato: "Il Protocollo di Intesa - ha detto il presidente della Camera di Commercio Italo Araba, Mario Mancini- si inserisce nel sistema complessivo di azioni che la Camera di Commercio Italo Araba ha attivato nel campo dell'internazionalizzazione delle imprese.
Saranno attivate specifiche convenzioni per regolare la collaborazione ogni qualvolta sara' individuato una progettualita' di interesse e un eventuale canale di finanziamento su cui lavorare. Avremo finalmente la possibilita' di utilizzare, tra gli altri, nuovi modelli micro finanziari come il microleasing e la microassicurazione con ricadute positive - ha concluso - sul sistema produttivo delle piccole e medie imprese e sui percorsi di internazionalizzazione verso i mercati arabi".
Dal suo canto, il vice presidente e consigliere delegato della Camera di Commercio Italo- Araba, Raimondo Schiavone, ha sottolineato l'importanza dell'accordo in una fase in cui tutte le regioni italiane hanno predisposto, o si accingono a farlo, una serie di strumenti per favorire i percorsi di internazionalizzazione delle imprese: "Vi sono bandi aperti in Emilia-Romagna (10,3 milioni destinati a progetti di promozione dell'export) e in Sardegna (un milione di euro i fondi a disposizione). Nelle Marche sono in arrivo due bandi per sostenere le imprese che si proiettano sui mercati esteri. Con questo protocollo di intesa, - ha concluso Schiavone - vogliamo rafforzare i servizi e l'attivita' di supporto che la Camera di Commercio Italo Araba svolge quotidianamente a favore delle imprese che guardano ai mercati esteri e, in particolar modo, ai paesi arabi". (AGI)

Il giorno 4 Maggio 2016 alle ore 10.00 presso la sala della Protomoteca in Campidoglio si terrà l'evento "Un Modello per il Microcredito" organizzato dall'Ente Nazionale per il Microcredito. Oggi gli istituti finanziari hanno l’opportunità di approcciare un nuovo mercato secondo i paradigmi della finanza etica.

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#microcreditoperleidee

Grazie al lavoro dell’ENM e a seguito della pubblicazione del DM 176/2014, attuativo dell’art.111TUB, e dell’emanazione dei due decreti MiSE del 24/12/2014 e del 18/03/2015, che hanno attivato l’intervento del Fondo Centrale sulle operazioni di microcredito, si potrà dare credito a una clientela fino a ieri considerata marginale e ad alto rischio.

L’Ente Nazionale per il Microcredito per facilitare la diffusione dello strumento, garantirne le peculiarità, e favorirne un sano e prudente sviluppo, ha voluto offrire la propria collaborazione agli Enti erogatori attraverso una partnership finalizzata alla fornitura dei servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio.

La BCC di Roma ha accolto per prima questa opportunità contribuendo a realizzare, insieme all'Ente Nazionale per il Microcredito, un modello che potrà essere replicato in tutto il territorio nazionale.

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Il memorandum d’intesa siglato oggi dai presidenti nazionali Dino Scanavino e Mario Baccini. L’obiettivo è realizzare programmi e progetti, finanziati tramite gli strumenti propri del microcredito e della microfinanza, per sostenere la creazione di microimprese e di nuova occupazione attraverso l’agricoltura sociale: “Microcredito capace di restituire responsabilità e dignità alle persone svantaggiate e/o in stato di difficoltà economica”.

 

Costruire e realizzare progetti di micro-imprenditorialità finalizzati al raggiungimento di obiettivi strategici come la creazione di nuovi posti di lavoro, il sostegno alla nascita di microimprese, il miglioramento delle capacità operative autonome. E farlo coniugando il microcredito e l’agricoltura sociale. Questo il fine del memorandum d’intesa siglato oggi a Roma tra la Cia-Agricoltori Italiani e l’Ente Nazionale per il Microcredito dai rispettivi presidenti nazionali Dino Scanavino e Mario Baccini.

“Con questa firma la Cia aderisce al programma ‘La Buona Terra’ promosso dall’Ente Nazionale del Microcredito -ha spiegato Scanavino-. Un’adesione che non è di maniera, ma ci vuole vedere protagonisti. Perché oggi il microcredito è uno dei più efficaci strumenti di lotta alla povertà e all’emarginazione e l’agricoltura sociale un’opportunità economica, ma anche uno spazio di welfare solidale, che allo stesso tempo fa reddito e inclusione sociale”.

“Il nostro è un programma vero ed operativo -ha aggiunto Baccini- per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione. Noi vogliamo ridurre la forbice dell’esclusione, del disagio, e il microcredito è fondamentale nelle aree più svantaggiate come possibilità di accesso o reinserimento nel mercato del lavoro per donne e giovani, ma anche quale valida opportunità per fronteggiare l'emergenza povertà. In tal senso l’agricoltura sociale, grazie anche all’interlocuzione della Cia, rappresenta una possibilità concreta ed efficace, che però valorizza e fa comprendere come il bisogno non si misura solo col Pil”. 

 Più in dettaglio, in base all’accordo -che avrà validità biennale- le due organizzazioni collaboreranno in diverse attività: la realizzazione di programmi e progetti finanziati tramite gli strumenti propri del microcredito e della microfinanza a valere su fondi reperiti dalle parti e “dedicati”; la realizzazione di attività di formazione in materia di microcredito, start-up e gestione di impresa, realizzazione di business plan; la realizzazione di un’attività congiunta di “fund raising”, finalizzata a integrare i fondi di garanzia e sviluppo utili per la costruzione di programmi e progetti, attraverso eventi nazionali e internazionali in cui coinvolgere anche le istituzioni, i gruppi bancari, il mondo del no-profit; partecipazione congiunta alla progettazione nazionale, comunitaria e internazionale (per esempio canalizzando fondi PON, programmi di finanza diretta, nonché finanziamenti da parte di banche multilaterali o organizzazioni internazionali). E soprattutto, si legge ancora nel testo dell’intesa, “promozione dell’importanza strategica del lavoro e del microcredito quale strumento capace di restituire responsabilità e dignità alle persone svantaggiate e/o in stato di difficoltà economica” tramite l’organizzazione congiunta di convegni, workshop, iniziative.

 

GROSSETO. Attivo a Grosseto lo sportello "Micro-Work", il punto informativo per il Microcredito e l'autoimpiego che verrà ospitato nei locali dell'Ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Grosseto in Corso Carducci. Primo appuntamento domani, con il convegno che si terrà alla Sala Pegaso, dalle 9.30 alle 13.30.

Il Comune di Grosseto ha dunque aderito al progetto dell'Ente Nazionale del Microcredito "Micro-Work: fare rete per il microcredito e l'occupazione", partito proprio per contribuire al rafforzamento e alla diffusione di uno strumento dalle importanti potenzialità al servizio delle politiche attive del lavoro. Obiettivo è quello garantire in città un punto di riferimento capace di accompagnare concretamente ogni cittadino nelle scelte di avvio di un'impresa e di forme di autoimpiego.

Il nuovo sportello comunale ha ottenuto la certificazione ed entra ora a far parte di una rete capace di abbracciare 170 amministrazioni locali ed enti pubblici sparsi per l'Italia dove tale progetto, anche grazie ad un accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che mette in rete risorse pubbliche e private, ha già aiutato oltre 1500 persone nell'orientarsi tra progetti, proposte, regole e incentivi.

Operatori comunali specializzati lavoreranno di concerto con la piattaforma di servizio web "retemicrocredito.it", messa in campo dall'Ente Nazionale del Microcredito (Enm). Il convegno prevede dopo il saluti del sindaco, l'intervento introduttivo di Gaetano D'Emilia (consulente per l'Enm), quindi dalle 10.45 Francesco Verbaro (responsabile scientifico Enm) e dalle 11.15 Mario Baccini (presidente Enm). Dalle 11.45 la parola a Simonetta Baldi (dirigente Regione Toscana) e poi, dalle 12.15, a Riccardo Breda (presidente Camera di Commercio di Grosseto).

Chiuderà il convegno l'assessore comunale alle Politiche sociali.

Info: Urp comunale allo 0564 411618 o alla mail urp@comune.grosseto.it

La Sicilia 31/03/2016 La Sicilia edizione CATANIA del 31/03/2016 pagina 15 Pagina 15

Il microcredito cresce anche in Sicilia: erogati più di mille prestiti

La Sicilia di MICHELE GUCCIONE

Erogare piccoli prestiti senza garanzie, semplicemente scommettendo sulla fiducia e sul sostegno di idee vincenti di giovani, donne e piccoli artigiani come via per sviluppare le economie più deboli. È il concetto del microcredito, strumento creditizio teorizzato e applicato con successo dall’economista bengalese Muhammed Yunus, che ora è attecchito anche in Sicilia. Dopo le prime esperienze isolate, come il progetto “Policoro” dell’Arcidiocesi di Palermo con la Banca Don Rizzo di Alcamo, le iniziative di Banca Etica e alcuni fondi gestiti da consorzi di garanzia fidi, il microcredito si è poi allargato al sostegno alle famiglie in difficoltà persino per pagare le bollette o rate di mutui, il tutto attraverso le Caritas diocesane e il successivo fondo istituito dalla Chiesa.

Dal 2011 è operativo l’Ente nazionale per il Microcredito, presieduto da Mario Baccini, che, attraverso convenzioni con soggetti accreditati del terzo settore che curano la formazione e il tutoraggio e banche che erogano i prestiti, sostiene anche in Sicilia operazioni di microcredito o per lanciare nuove attività imprenditoriali e iniziative di autoimpiego, oppure per aiutare famiglie in difficoltà. L’ente si avvale del supporto delle Regioni. In Sicilia la Regione ha costituito un Fondo etico da 12 milioni a garanzia di microprestiti erogati da UniCredit e 28 Bcc.

Il Fei, tramite il fondo Jeremie e la Regione, ha costituito un fondo da 53 milioni gestito da UniCredit e Bnl. Infine l’esperienza “autodidatta” del gruppo M5s all’Ars che con le trattenute dagli stipendi dei deputati ha finora finanziato 23 imprese con 555 mila euro. Il giornalista Giambattista Pepi, coordinatore editoriale dell’inserto “Finanza&Sviluppo”, ha realizzato una guida completa per l’accesso al microcredito, completa di dati sui risultati delle misure e di indicazioni sui requisiti richiesti e sui soggetti ai quali gli interessati possono rivolgersi. La guida “Il microcredito in Sicilia - Un modello per il credito sostenibile”, sarà presentata il prossimo 7 aprile alle ore 16 nell’aula magna del dipartimento di Economia e impresa dell’Università di Catania.

I numeri sono tutti positivi. In Sicilia nel 2013 sono stati erogati 346 microcrediti per 3,18 milioni. A fine 2014 risultavano erogati 614 prestiti per 3,15 milioni. Nel 2015 UniCredit ha finanziato 123 microimprese, 55 quelle sostenute da Bnl. in tre casi su quattro la finalità è stata creare occupazione, il resto per esigenze socio-assistenziali familiari. Ogni cento utilizzatori si sono creati altri 143 posti di lavoro. Il fondo di garanzia copre l’80% del prestito. Il limite di accesso per le famiglie è un Isee di 18mila euro. Per imprese e famiglie l’importo è 7mila euro, si possono ottenere più finanziamenti successivi fino a 25mila euro totali. Il microcredito soddisfa la metà delle richieste

Articolo.

GROSSETO – E’ operativo a Grosseto lo sportello “Micro-Work”, il punto informativo per il Microcredito e l’autoimpiego presso l’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) del Comune di Grosseto in Corso Carducci. Inizia la sua attività con un convegno organizzato venerdì 8 aprile nella Sala Pegaso del Palazzo della Provincia di Grosseto, che si svilupperà dalle 9.30 alle 13.30.

Il Comune di Grosseto ha dunque aderito al progetto dell’Ente Nazionale del Microcredito “Micro-Work: fare rete per il microcredito e l’occupazione”, partito proprio per contribuire al rafforzamento e alla diffusione di uno strumento dalle importanti potenzialità al servizio delle politiche attive del lavoro. Obiettivo è quello garantire in città un punto di riferimento capace di accompagnare concretamente ogni cittadino nelle scelte di avvio di un’impresa e di forme di autoimpiego.

Fonte :  www.ilgiunco.net

GROSSETO – E’ operativo a Grosseto lo sportello “Micro-Work”, il punto informativo per il Microcredito e l’autoimpiego presso l’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) del Comune di Grosseto in Corso Carducci. Inizia la sua attività con un convegno organizzato venerdì 8 aprile nella Sala Pegaso del Palazzo della Provincia di Grosseto, che si svilupperà dalle 9.30 alle 13.30. Il Comune di Grosseto ha dunque aderito al progetto dell’Ente Nazionale del Microcredito “Micro-Work: fare rete per il microcredito e l’occupazione”, partito proprio per contribuire al rafforzamento e alla diffusione di uno strumento dalle importanti potenzialità al servizio delle politiche attive del lavoro. Obiettivo è quello garantire in città un punto di riferimento capace di accompagnare concretamente ogni cittadino nelle scelte di avvio di un’impresa e di forme di autoimpiego

 

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