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FAQ Progetto F.A.S.I.

Frequently Asked Questions



Progetto “F.A.S.I. Formazione, Auto-imprenditoria e Start-up per Immigrati regolari”

v. 01.00
31 Luglio 2019

Asse 4 Azione 4.1.1.A (PON LEGALITA’ 2014-2020)
CUP E55J18000010006

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1) L’Avviso pubblico, all’art. 6 stabilisce che “la profilazione dei potenziali destinatari dovrà riguardare una platea il più possibile estesa di soggetti, in modo da mappare e profilare un numero minimo di 60 persone per corso, pari almeno a tre volte il numero necessario per formare le singole classi di discenti in numero minimo di 20 e di massimo 25”. Il successivo art. 8 ribadisce che “per creare un percorso formativo, e dare inizio all’iter procedimentale di avvio corso è necessario inserire un numero minimo di 60 persone per corso, pari almeno a tre volte il numero necessario per formare le singole classi di discenti in numero minimo di 20 e di massimo 25”. Considerando la ridotta numerosità dei destinatari in alcuni centri minori, si chiede se detti limiti siano derogabili qualora, ad esempio:

    1. profilando 70 utenti, si riscontri la possibilità di avviare due corsi da 20 utenti ciascuno;
    2. vi fossero due gruppi di 60 utenti in profilazione e che in uno dei gruppi si riscontri la possibilità di avviare in formazione 30 utenti mentre nell’altro si riscontri la possibilità di avviare in formazione esclusivamente 10 utenti, si chiede se sia possibile costituire ugualmente due classi composte da 20 utenti ciascuna (la prima composta da 20 dei 60 utenti profilati nel primo gruppo; la seconda composta da 20 utenti di cui 10 profilati nel primo gruppo e 10 profilati nel secondo).

Il SA (Soggetto Attuatore) deve, in chiave propedeutica all’avvio di ogni percorso formativo, procedere alla profilazione di 60 nuovi potenziali migranti destinatari della formazione, tra i quali verranno selezionati i 20 corsisti idonei da inviare alla formazione. Tale criterio è da ritenersi condizione necessaria per l’avvio di ogni singolo percorso formativo, non potendosi prevedere deroghe ai limiti specificati. Nulla osta, invece, alla costituzione di classi con (minimo) 20 corsisti ciascuna anche se profilati e risultati idonei in gruppi e sessioni differenti, a condizione che siano rispettati i suddetti limiti per ogni singolo corso da realizzare.

2) L’art. 12 dell’Avviso stabilisce che “affinché siano riconoscibili le spese il SA dovrà garantire che i partecipanti non siano meno di 20 e che frequentino almeno il 70% delle ore previste dal corso, pena l’invalidità dell’intero corso”. Si chiede se il 70% di presenza sia da intendersi come monte ore presenza complessivo o se il dato sia da considerarsi per ciascun allievo. Ai fini di una maggiore chiarezza, si chiede di chiarire quale tra le seguenti ipotesi sia quella valida:

Ipotesi 1

Le spese sono riconoscibili quando le ore di presenza complessive siano pari ad almeno il 70% del monte ore così determinato: 80 ore x 20 allievi = 1600 ore (monte ore presenze complessivo) 1600 ore x 70% = 1.120 ore (monte ore presenza per la validità della spesa).

Ipotesi 2

Le spese sono riconoscibili quando tutti i 20 partecipanti hanno frequentato almeno il 70 % delle ore corso (56 ore). Il chiarimento si richiede in quanto, nella seconda ipotesi, potrebbe accadere che 19 allievi frequentino il 100 % delle ore corso ed un solo allievo frequenti un monte inferiore al 70% provocando l’invalidità dell’intero corso; cosa che, per contro, non accadrebbe nella prima ipotesi.
Si conferma l’ipotesi 2. Affinché siano riconoscibili le spese il SA (Soggetto Attuatore) dovrà garantire, a conclusione di ogni singolo percorso formativo, che i partecipanti allo stesso non siano meno di 20 e che ciascuno di essi abbia frequentato almeno il 70% delle ore previste dal corso, pena l’invalidità dell’intero percorso.

3) L’art. 8 stabilisce che “oltre al numero minino di 20 e massimo di 25 allievi è possibile l’ammissione ai corsi di “uditori” nella percentuale massima del 20% degli allievi effettivi previsti”. Qualora si volessero avviare corsi da 20 allievi e 3 uditori sarebbe necessario effettuare la profilazione per n. 69 allievi o sarebbe sufficiente profilarne 60?

Il numero di 60 potenziali destinatari profilati in chiave propedeutica all’avvio di ogni singolo corso è confermato anche nell’ipotesi di inserimento di uditori.

4) In riferimento all’Avviso pubblico in oggetto siamo a richiedere il seguente chiarimento: L’Avviso pubblico stabilisce che le classi devono essere composte da un minimo di 20 ad un massimo di 25 allievi. Allo stesso tempo nell’allegato A/A1 viene richiesto di indicare i mq delle aule individuate. Laddove l’aula fosse di 30 mq (ampiezza minima prevista dalle normative sugli accreditamenti regionali per la formazione) è possibile ospitare ugualmente una classe da 20 allievi?

Per lo svolgimento dei percorsi formativi ciascun SA (Soggetto Attuatore) potrà utilizzare sia sedi accreditate nel sistema “Formazione Professionale” secondo il Modello Regionale di Accreditamento di riferimento, sia sedi occasionali non accreditate, delle quali abbia formale disponibilità in forza di regolare titolo.
In generale si ribadisce il principio secondo il quale le sedi utilizzate (siano esse accreditate, siano esse occasionali), purché indicate nella domanda di partecipazione, devono essere adeguate sotto il profilo funzionale ed in regola con la vigente normativa in materia di sicurezza e igiene sul lavoro, oltre che attrezzate con la dotazione minima come prevista all’art. 6 dell’Avviso Pubblico, non applicandosi in maniera rigida il criterio dimensionale come fissato dai Modelli Regionali di Accreditamento.

5) In riferimento alla Partecipazione all’Avviso Pubblico in costituenda ATI/RTI, si chiede se:

  1. la domanda di partecipazione, in caso di raggruppamento, vada firmata dal legale rappresentante del solo soggetto capofila
  2. l’allegato B “dichiarazione di impegno” vada compilato, con riferimento alla tabella “elenco corpo docente”(sotto riportata), ai docenti messi a disposizione dall’intero raggruppamento (dunque tutti) o a quelli che il singolo componente del raggruppamento mette a disposizione essendo a sé afferenti (perché sono consulenti abituali o dipendenti).

Relativamente al quesito sub a) la Domanda di partecipazione (Allegato A1) va sottoscritta dal solo Legale Rappresentante del Soggetto “individuato quale capofila del costituendo raggruppamento”. 

Relativamente al quesito sub b), in caso di partecipazione all’Avviso in RTI/ATI nella “Tabella – Elenco corpo docente” di cui all’allegato “B” il dichiarante avrà cura di inserire obbligatoriamente tutti i docenti che concorrono a definire il corpo docente dell’RTI/ATI di riferimento; a nulla rileva inoltre, a tal riguardo, la sussistenza o meno di rapporti professionali (a qualunque titolo) eventualmente in essere e/o pregressi con alcuno dei Soggetti partecipanti all’ RTI/ATI.

6) L'Ateneo di … (omissis) è interessato ad accreditarsi nell'ambito dell'Avviso F.A.S.I. in partenariato con la Fondazione … (omissis). Prima di avviare la procedura chiediamo conferma circa l'ammissibilità del partner in funzione dell'accreditamento. Precisiamo che … (omissis) è una Fondazione iscritta al registro delle ONLUS, riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri come ONG, iscritta alla I sezione del Registro degli Enti e delle Associazioni che svolgono attività a favore degli Immigrati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

È possibile partecipare all’avviso anche in RTI/ATI non costituiti al momento di presentazione della candidatura, con impegno, da produrre in allegato alla domanda di partecipazione di cui all’Allegato A1, di costituirsi in ATI/RTI a seguito della selezione ed approvazione della candidatura.

Tutti i Soggetti che intendono partecipare all’RTI/ATI devono necessariamente rientrare in almeno una delle tre categorie come espressamente previste e disciplinate dall’Art. 5 dell’Avviso Pubblico.

7) Qual è il termine di scadenza per la presentazione delle domande?

Come previsto e disciplinato dall’art. 10 dell’Avviso pubblico, è fissato un “termine di scadenza per la presentazione delle domande entro 6 mesi dalla data di pubblicazione dello stesso, salvo eventuali proroghe previste dall’ENM ”.

Considerata la pubblicazione dell’Avviso in data 23/01/2019, il termine perentorio di scadenza per la presentazione delle candidature è fissato entro le ore 24:00 del 23/07/2019, fatta salva la possibilità di proroga da parte dell’Ente Nazionale Microcredito.

8) Riguardo il bando in oggetto avremmo cortesemente alcune domande da porre:

  1. quanti partner in totale possono candidarsi in raggruppamento?
    Il Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) non prevede un numero massimo di Soggetti partecipanti.

  2. è possibile prevedere una o più (una unica per progetto oppure una per ognuna delle componenti il raggruppamento) figure di coordinamento tecnico e di coordinamento amministrativo, rendicontabili tra le spese ammissibili? 
    E’ possibile che ogni raggruppamento identifichi e contrattualizzi se si tratta di professionisti, figure di coordinamento tecnico e amministrativo, etc.. Altri raggruppamenti e/o SA che si candidano possono eventualmente fare incarichi agli stessi professionisti nel rispetto del doppio finanziamento.
  3. un soggetto (es. un patronato) che abbia solo la possibilità di profilare destinatari ma senza capacità di partecipare alla fruizione dei corsi, deve essere inserito come partner in sede di candidatura o è possibile coinvolgerlo in seguito, come ad esempio come affidamento a terzi?
    All’interno di un raggruppamento, possono essere identificati partner con ruoli ed attività diverse. Non è ammesso delega di attività.
  4. nel costo massimo del corso indicato dall’art.8 dell’Avviso, € 19.600,00 o € 21.250,00 complessivi a seconda del numero massimo di allievi, sono incluse pure le indennità di frequenza e i rimborsi per vitto e trasporto degli allievi indicate nell’art.13 oppure l’ENM le rimborserà a parte?
    Si conferma quanto previsto e disciplinato dall’art. 8 dell’Avviso Pubblico: il costo massimo per ogni corso non potrà eccedere € 19.600,00 complessivi per un numero minimo di 20 allievi ed € 21.250,00 complessivi per un numero massimo di 25 allievi.Tali importi sono da intendersi comprensivi delle indennità di frequenza, rimborsi spese per vitto, rimborsi spese di trasporto.

9) In riferimento alla candidatura al presente avviso qualora il fascicolo sia troppo pesante per l’invio (anche in formato zip) è possibile inviare la candidatura splittata in più mail segnalando la successione degli invii oppure è possibile utilizzare strumenti diversi quali Etransfer?

Ricorrendo la circostanza descritta sono possibili più mail di invio (per la medesima candidatura) a condizione che nell’oggetto della PEC sia riportato quanto indicato all’art. 10 dell’Avviso Pubblico e specificato il numero di invio (es. “F.A.S.I. Candidatura – 1° invio”), avendo altresì cura di evidenziare:

  • nel testo della prima mail la trasmissione della documentazione con più invii a causa della pesantezza dell’intero fascicolo di partecipazione
  • nel testo dell’ultima mail la conclusione degli invii.

10) In riferimento all'Avviso in oggetto siamo a richiedervi delucidazioni in merito alla figura del "Mediatore Culturale", della quale nella Regione Puglia non esiste un Albo. Vi chiediamo, pertanto, quali requisiti debba rispettare tale figura.

Così come previsto dall’art.11 dell’Avviso pubblico, il Mediatore Culturale dovrà possedere un profilo professionale che garantisca idonea competenza nello specifico ambito. Non essendo definito un profilo professionale a livello regionale, l’Avviso, nella griglia riportata all’art.11 e inerente ai “criteri di verifica dell’ammissibilità” fa riferimento alle Linee di indirizzo per il riconoscimento della figura professionale del mediatore interculturale elaborate dal gruppo di lavoro coordinato dal Ministero dell’Interno. Sarà cura della Commissione deputata procedere alla valutazione dei requisiti del “Mediatore Culturale” mediante analisi ed approfondimento del cv trasmesso in sede di partecipazione all’Avviso pubblico, in allegato al Modello B “dichiarazione d’impegno-fascicolo docente – mediatore culturale”.

11) Tra i destinatari del bando sono compresi anche i richiedenti asilo e i titolari di permesso umanitario?

Per effetto dell'entrata in vigore del “Decreto sicurezza” i richiedenti asilo sono esclusi dalla platea dei beneficiari del progetto. Al contrario i titolari di protezione umanitaria alla data di entrata in vigore del decreto sono titolari di regolare permesso, quindi inclusi nella platea dei destinatari.

12) In merito all’Avviso pubblico per l’individuazione di soggetti attuatori per la realizzazione del progetto “F.A.S.I.” Formazione, Auto-imprenditoria e Start-up per immigrati regolari” Asse 4 Azione 4.1.1.A. (PON LEGALITA’ 2014/2010) si chiedono i seguenti chiarimenti.

  1. Rispetto ai percorsi formativi della durata complessiva di 80 ore, è possibile per il SA prevedere dei moduli specifici su settori quali ad esempio agricoltura, artigianato, commercio, o è necessario attenersi esclusivamente al “modulo formativo per la formazione economica ed imprenditoriale di base e di formazione finanziaria specialistica” predisposto dall’ENM? 
    Come previsto e disciplinato dall’art. 9 dell’Avviso pubblico, l’ENM fornirà a ciascun SA, il “Modello di percorso formativo” che descrive articolazione, obiettivi e programma didattico, fornendo altresì gli strumenti (ivi compresi i materiali didattici) e la metodologia per il corretto e funzionale (agli obiettivi) svolgimento delle attività formative stesse. I SA si impegnano, conseguentemente, a realizzare le attività di formazione nel rispetto dello stesso “Modello di percorso formativo” predisposto dall’ENM, non essendo possibili personalizzazioni nell’erogazione del percorso formativo.
  2. Considerata la tipologia di utenza, soggetta a non rimanere a lungo negli stessi luoghi, può capitare che all’interno del gruppo di 20 migranti individuati per la formazione (dei 60 migranti profilati), alcuni potrebbero interrompere il proprio percorso formativo in itinere. In tali casi, è consentito sostituire gli allievi sulla base della disponibilità all’interno del gruppo precedentemente profilato?
    È consentito il subentro di nuovi corsisti, in sostituzione di eventuali corsisti rinunciatari, fino al raggiungimento del numero minimo fissato per l’utile composizione del gruppo d’aula (20), entro il termine massimo di svolgimento delle attività del corso pari al 20% delle ore totali di formazione (16 ore); superata tale percentuale di svolgimento del corso non sarà più possibile procedere con la sostituzione e/o inserimento di corsisti. I nuovi corsisti potranno in ogni caso essere iscritti al corso solo a seguito di avvenuta profilazione e successiva selezione da parte del SA.
  3. Se a seguito di presentazione della domanda, si riesce a profilare un numero maggiore di potenziali discenti rispetto a quelli precedentemente comunicati, è possibile richiedere l’attivazione di più corsi con conseguente incremento del budget, fermo restando il rispetto del numero di profilati superiore a 3 volte il numero di discenti?
    A condizione che siano profilati ogni volta 60 nuovi migranti potenziali destinatari per l’avvio di ogni singolo corso, è possibile l’attivazione di più corsi singolarmente nel rispetto delle procedure fissate dall’ENM. Come disciplinato dall’art. 8 dell’Avviso pubblico ogni corso avrà un valore corrispondente ai costi reali, nel rispetto dei parametri stabiliti dalla Circolare 2/ 2009 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e/o smi. Il costo massimo per ogni singolo corso non potrà eccedere € 19.600,00 complessivi per un numero minimo di 20 allievi ed € 21.250,00 complessivi per un numero massimo di 25 allievi.
  4. In riferimento all’art.9 dell’Avviso, per quel che concerne l’erogazione del pacchetto di accompagnamento all’auto-imprenditorialità, non è chiaro se è richiesta la disponibilità di una sala idonea ad ospitare 2.500 persone o il numero di persone che ha concluso correttamente l’intero percorso formativo erogato dal SA?
    In riferimento all’erogazione del “pacchetto di accompagnamento all’autoimprenditorialità” di cui all’art. 9 dell’Avviso Pubblico, il SA si impegna a mettere a disposizione complessivamente per 2 giornate intere e consecutive – una 10 volta concluso il percorso formativo - una sala di lavoro idonea ad ospitare il numero di persone che ha correttamente ed utilmente concluso lo specifico percorso formativo.
  5. Rispetto alla formazione dell’aula con un numero di 20 allievi, nel caso dovessero diminuire durante lo svolgimento del corso, è consentito comunque proseguire il percorso formativo? E fino ad un minimo di quanti allievi viene mantenuta e quindi riconosciuta l’aula?
    Per la regolare conclusione di ogni singolo corso si richiede che almeno 20 corsisti debbano aver frequentato almeno il 70% delle ore totali previste (56 ore); ove non venga espressamente rispettato questo parametro il corso si intenderà invalidato sin dall’inizio e nessuna spesa sarà ritenuta ammissibile e conseguentemente riconosciuta al SA.
  6. Nel caso di costituzione in A.T.I., nell’ottica della stipula della polizza fidejussoria per l’erogazione del 50% dell’anticipo, le garanzie possono essere presentate solo dal Capofila o obbligatoriamente da tutti i soggetti componenti l’A.T.I.?
    Bisognerebbe verificare, ruoli e responsabilità dei singoli componenti del raggruppamento dopo la formale costituzione. Si consiglia, di fornire polizza fidejussoria da parte di tutti i componenti dell’ATI, in misura dei propri ruoli e gestione del proprio budget di progetto. Chiaramente sono esclusi dalla presentazione della polizza gli Enti esentati a norma di legge.
  7. Nella domanda di partecipazione (allegato A) c'è un punto dove viene chiesto "domiciliato per la carica presso la sede della..." a cosa fa riferimento esattamente?
    L’allegato fa riferimento alla sede della Società nel caso in cui il sottoscrittore (Legale Rappresentante) è eventualmente domiciliato. In caso contrario, inserire la sede Legale della Società ed il domicilio del Legale Rappresentante, sottoscrittore del documento.

14) Gent.mi,

  1. è possibile prevedere, tra le spese ammissibili, costi indiretti su base forfetaria entro il limite del 20% dei costi diretti come da Circolare 2/2009 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali?
    I costi indiretti, sono ammissibili nella misura Max del 10% del personale impiegato nelle attività di Docenza+Tutoraggio+Direzione.
  2. In merito la circolare suddetta, che riporta ad esempio i massimali di costo del Personale docente, non sono presenti indicazioni simili per il mediatore culturale, ci sono massimali ai quali fare riferimento [es. massimali assimilabili a figure come b)Tutor, c)figure di coordinamento, d)Consulenti]?
    I costi del mediatore culturale possono essere assimilati al costo del Tutor, sempre dietro presentazione di idonea documentazione giustificativa (Curriculum vitae).
  3. è necessario un mediatore culturale per corso oppure nel caso un SA organizzasse più corsi, da svolgersi contemporaneamente in più aule all’interno della stessa struttura, sarebbe possibile avere un solo mediatore per più classi?
    Come previsto e disciplinato dall’art. 6 dell’Avviso pubblico il SA dovrà garantire la disponibilità di una figura di mediatore culturale, il cui obiettivo è quello di facilitare, tra l’altro, la comprensione dei partecipanti per un’efficace trasmissione dei contenuti oggetto della formazione. Nulla prescrive, l’Avviso pubblico, in ordine al numero (minimo e massimo) di mediatori che dovranno essere inseriti nel relativo fascicolo (All. B e All B1) né, tantomeno, in riferimento alla loro presenza continuativa in aula. Sarà, pertanto, cura del SA valutare discrezionalmente, in fase di partecipazione all’Avviso pubblico, il numero adeguato di mediatori per la migliore ed efficace organizzazione ed erogazione dei corsi in funzione del raggiungimento degli obiettivi finali di apprendimento, nel rispetto dei criteri di economicità ed efficacia della spesa

15) È prevista una metratura minima delle aule formative rispetto al numero di partecipanti coinvolti? Nello specifico, considerando i diversi riferimenti regionali su cui intervenire, si richiede se il rapporto di 1,3 mq per partecipante è reputato un parametro adeguato all'erogazione degli interventi. Si segnala chiaramente il rispetto della normativa sulla sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro, l'abbattimento delle barriere architettoniche, l'accessibilità con mezzi pubblici e adeguata strumentazione tecnologica

Si rimanda alla FAQ n. 4

16) Come vengono gestite eventuali riparametrazioni nel caso di riduzione dei partecipanti da 25 a 20 teste? Si richiede anche una specifica in caso di riduzione sotto i 20 partecipanti.

 Si rimanda alle FAQ n. 8 sub d) e n. 12 sub c) e sub e)

17) L’articolo 12 dell’Avviso Pubblico specifica che l’attività formativa si basa su un sistema di rendicontazione a costi reali che prevede il rimborso delle spese effettivamente sostenute e comprovate dalla relativa documentazione: esiste un elenco di spese ammissibili e non ammissibili? o un elenco di macrovoci?

Relativamente ai criteri di ammissibilità della spesa si applica quanto disciplinato dalla Circ. 2/2009 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; seguiranno a breve le linee guida per la gestione e rendicontazione che, benché specifiche delle attività di progetto, si richiamano integralmente a quanto previsto dalla normativa nazionale e comunitaria in materia di gestione e rendicontazione di attività FSE.

18) Quale dovrà essere il ruolo del mediatore culturale all'interno della formazione obbligatoria e quali requisiti dovrà avere questa figura professionale. Inoltre è possibile reperire un elenco suddiviso per territori dei vari mediatori secondo normativa di legge ?

Si rimanda alle FAQ n. 10 e n. 14 sub c)

19) Un ente di formazione accreditato in Veneto, ma con ATECO 85.59.2 – corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale, può partecipare al bando (in ATI con altri enti del territorio in cui si svolge il progetto)?

Come disciplinato dall’Art. 5 dell’Avviso pubblico possono presentare la candidatura, tra gli altri, “Soggetti privati che nell’oggetto sociale o nello statuto prevedono attività di formazione e/o attività di consulenza alle imprese”; nulla osta alla partecipazione in RTI/ATI tra soggetti aventi l’accreditamento sia nelle Regioni obiettivo del progetto F.A.S.I. (Campania, Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia), sia al di fuori delle stesse, a condizione che le attività formative siano tassativamente realizzate – anche in RTI/ATI - in una delle cinque Regioni target.

20) Nel costo massimo del corso indicato dall’art.8 dell’Avviso, € 19.600,00 o € 21.250,00 complessivi a seconda del numero massimo di allievi, oltre a docente, tutor e mediatore culturale, indennità e rimborsi per i partecipanti, quali altre voci sono incluse? Si intendono inclusi tutti i costi di gestione e organizzazione della formazione, compresa la profilazione iniziale?

Si rimanda alla FAQ n. 17, specificando altresì che l’attività di profilazione è da intendersi inclusa nel costo massimo indicato all’art. 8 dell’Avviso pubblico.

21) I docenti che vengono indicati in fase di presentazione della domanda possono essere sostituibili in una fase successiva?

Il SA si impegna a “garantire nella realizzazione delle attività di docenza e di accompagnamento, la partecipazione del corpo docente riportato nella tabella – “Elenco corpo docente e mediatore culturale”.

Alla luce di quanto sopra si chiarisce, pertanto, quanto segue:

  1. i docenti/mediatori culturali possono essere incaricati della relativa attività professionale a condizione che siano stati espressamente indicati ed inseriti in fase di candidatura e successivamente valutati idonei ed accreditati dall’ENM in ipotesi di positivo esito ed accoglimento della istanza di partecipazione all’Avviso;

  2. in fase di realizzazione del corso a parità di competenze e profili professionali sarà consentita la sostituzione di docenti/mediatori culturali inizialmente indicati e/o incaricati, impossibilitati per qualsiasi causa ad erogare la relativa prestazione; tale sostituzione sarà possibile a condizione che anche i nuovi docenti/mediatori culturali sostituti siano stati già inseriti in sede di candidatura iniziale nella “tabella – elenco corpo docente” di cui all’Allegato B e preventivamente valutati ed accreditati dall’ENM, previa comunicazione di sostituzione all’ENM secondo le procedure espressamente previste;
  3. integrazioni dell’elenco docenti/mediatori culturali di cui alla “tabella – elenco corpo docente” dell’Allegato B successive alla prima candidatura che richiedano l’inserimento di nuovi docenti/mediatori culturali saranno consentite solo previa presentazione all’ENM dei curricula dei nuovi docenti/mediatori culturali e dell’ulteriore documentazione specificamente prevista dall’art. 10 dell’Avviso, previa idonea valutazione da parte dell’ENM e successiva autorizzazione e comunicazione ai SA.

22) Quali sono i requisiti professionali richiesti con riferimento al corpo docente-mediatore culturale per concorrere ad una positiva valutazione della domanda di accreditamento da parte del Soggetto proponente?

Al fine di poter concorrere ad una positiva valutazione della domanda di accreditamento, il SA (Soggetto Attuatore) proponente dovrà dimostrare, tra l’altro, di detenere competenze specifiche in tutte le Aree tematiche espressamente indicate dall’art. 9 dell’Avviso pubblico, mediante il corpo docente-mediatore culturale complessivamente presentato nell’ambito degli allegati B e B1 all’Avviso, completati dai singoli “fascicoli docente” di cui all’Art.10 dell’Avviso.

23) Relativamente all’avvio di un’ attività corsuale, è possibile coinvolgere discenti che sono dotati di un visto temporaneo e sono in attesa di quello definitivo?

I migranti con un visto temporaneo (in attesa di quello definitivo) possono legittimamente partecipare quali destinatari delle attività di profilazione previste nell’ambito del progetto FASI, ricorrendo i requisiti espressamente previsti e disciplinati dall’Avviso pubblico. Sarà, tuttavia, rimessa al singolo SA una valutazione di opportunità circa la partecipazione degli stessi, nello specifico, alle attività di formazione (successive alla profilazione dei candidati), con particolare riguardo alla natura ed alle caratteristiche del progetto FASI, avendo cura di valutare adeguatamente (ai fini dell’inserimento degli stessi come destinatari delle attività di formazione):

  • il termine di validità del visto temporaneo in relazione ai tempi di realizzazione delle complessive attività, ivi compreso il termine stimato per la rendicontazione delle stesse e richiesta ed erogazione del contributo spettante;
  • gli obiettivi sottesi (del Corso di formazione) di diffusione, tra i partecipanti, della cultura di Impresa quale strumento di integrazione socio-economica-lavorativa dei migranti regolarmente presenti;
  • gli obiettivi sottesi (del Corso di formazione) di sensibilizzazione e trasferimento ai destinatari di elementi di consapevolezza per avviare concretamente un’attività di Impresa e/o di lavoro autonomo.

24) Con riferimento al progetto FASI si chiedono alcuni chiarimenti: nell'avviso per la candidatura al progetto dei Soggetti Attuatori si parla di profilazione di almeno 60 immigrati per la creazione di un'aula di min. 20 max. 25. In cosa consiste questa profilazione?

L’attività di profilazione “in senso stretto” si esplica nella realizzazione di interviste strutturate ai migranti destinatari del progetto FASI, precedentemente individuati all’interno delle Regioni target. La profilazione dei migranti target (come anche la loro individuazione) sarà realizzata autonomamente dai SA, con responsabilità a proprio carico del raggiungimento degli obiettivi quali-quantitativi di progetto indicati e disciplinati dall’Avviso, mediante l’ausilio di un “Questionario di Profilazione” progettato, elaborato e predisposto dall’Ente Nazionale del Microcredito con l’obiettivo di restituire un quadro analitico delle caratteristiche, delle attitudini e delle esigenze della popolazione target. La profilazione, infine, rappresenta un’attività imprescindibile e si pone quale azione obbligatoria propedeutica alla successiva selezione dei candidati, composizione dei gruppi di aula ed erogazione dei corsi di formazione.

25) Secondo la risposta data alla FAQ n. 11, i titolari di protezione umanitaria alla data di entrata in vigore del “Decreto Sicurezza” sono titolari di regolare permesso e quindi inclusi nella platea dei destinatari. Si richiedono chiarimenti in merito al fine di individuare chiaramente il target di riferimento dei destinatari.

SI conferma quanto dichiarato nella FAQ n. 11: i richiedenti asilo sono esclusi dalla partecipazione al progetto FASI; al contrario, come disciplinato dall’art. 4 dell’Avviso pubblico, i titolari di un permesso di soggiorno in corso di validità per protezione internazionale (asilo o protezione sussidiaria) sono da considerarsi quali potenziali destinatari del progetto FASI. I soggetti titolari di regolare permesso per protezione umanitaria alla data di entrata in vigore del decreto sono da considerarsi anch’essi inclusi nella platea dei destinatari

26) SI richiedono alcuni chiarimenti circa l'avviso relativo al Progetto F.A.S.I., di seguito enucleati:

  1. Come previsto dall'Avviso, è possibile partecipare in più Regioni, tra quelle indicate. A tale proposito si chiede ulteriore conferma circa la possibilità di individuare e realizzare i moduli formativi in più città della stessa Regione.
    Come disciplinato dall’Avviso Pubblico “la candidatura dovrà essere presentata rispetto ad una o più Regioni appartenenti alla categoria delle Meno Sviluppate, dove si intende svolgere l’attività formativa, nel rispetto dei requisiti richiesti”. Tanto premesso è facoltà di ogni SA (Soggetto Attuatore) realizzare i moduli formativi in più e diverse città della stessa Regione, avendone l’opportunità e nel rispetto dei requisiti di sede richiesti dall’Avviso pubblico e dichiarati in fase di candidatura.Si precisa, in ogni caso, che le sedi utilizzate per l’erogazione dei moduli formativi saranno esclusivamente quelle indicate in fase di candidatura e successivamente accreditate dall’ENM, fatta salva la possibilità di successiva integrazione delle sedi formative.
  2. Strettamente correlato al primo quesito è il secondo. Di fatti per la stessa Regione, laddove s'intenda realizzare i corsi in più sedi/città, si può prevedere la partecipazione di più Enti del Terzo settore?
    Come disciplinato dall’art. 5 dell’Avviso Pubblico possono presentare la propria candidatura i Soggetti rientranti in una o più delle tipologie espressamente previste e disciplinate, anche in forma di ATI/RTI. Nulla prescrive, al contrario, l’Avviso in ordine al numero minimo e massimo di soggetti che possono partecipare alla costituita/costituenda ATI/RTI, rimettendo tale decisione ad una valutazione di opportunità e convenienza del candidato al ruolo di Soggetto Attuatore (SA).
  3. La partnership prevista può pertanto essere costituita da un Ente di formazione accreditato, un organismo pubblico/privato che si occupa di inserimento dei lavoratori nel mercato del lavoro e che offre consulenza alle imprese e da più di un Ente del Terzo settore?
    SI rimanda al precedente punto sub b)
  4. La faculty docenti può comprendere più docenti per la stessa tematica?
    Nessuna preclusione alla presentazione di cv, coerenti con i requisiti richiesti dall’Avviso, di docenti per la stessa tematica
  5. Infine è previsto un numero minimo di mediatori culturali?
    Si rimanda alla FAQ n. 14 sub c)

27) Quali sono le linee di finanziamento a cui possono accedere coloro che hanno superato il corso con profitto? Ad es. è possibile far utilizzare ai migranti le linee di finanziamento previste per il “SELFIEmployment” ed è pertanto preferibile fare il corso con NEET (under 29)?

Ogni migrante, ricorrendone i requisiti, potrà presentare domanda e potenzialmente avere la possibilità di accedere a linee di finanziamento (e tra queste anche quelle afferenti a progetti di titolarità dell’ENM) indipendentemente dalla partecipazione con profitto al corso di formazione. Si precisa, a tal proposito, che il Corso di formazione (Modulo 1 – 80 ore) nell’ambito del progetto FASI è finalizzato a trasferire, in capo ai discenti, conoscenze e competenze imprenditoriali, economiche e finanziarie utili per sviluppare e gestire un’iniziativa imprenditoriale, sensibilizzando al contempo sulla cultura di impresa quale strumento di integrazione socio-lavorativa alternativo al lavoro dipendente. Lo stesso corso non è direttamente ed espressamente collegato alla presentazione di domande su specifiche linee di finanziamento per lo start up di impresa (a differenza di altri progetti di titolarità dell’ENM), ferma restando tuttavia la volontà di ogni discente in tal senso e una valutazione di opportunità e convenienza (nell’ambito del “Pacchetto di Accompagnamento all’Autoimprenditorialità) circa la possibilità di avviare un’attività di impresa costruendo soluzioni economiche e finanziarie consapevoli e sostenibili.

28) I richiedenti asilo (coloro che ancora non abbiano ricevuto risposta alla domanda di asilo) e coloro i quali sono titolari di un permesso di soggiorno per motivi familiari possono prendere parte al corso?

Si rimanda alla FAQ n. 11, successivamente confermata dalla FAQ n. 25, per quanto riguarda i richiedenti asilo. In riferimento alla seconda ipotesi (titolari di un permesso di soggiorno per motivi familiari) sono da considerarsi, in generale, quali potenziali destinatari del progetto FASI i migranti titolari di un regolare permesso di soggiorno in corso di validità. Ciò detto si rimanda, per analogia, alla lettura della FAQ n. 23.

29) Dopo l'erogazione della formazione, i discenti avranno modo di candidare i propri business plan? I progetti migliori potranno accedere a una forma di finanziamento? Nelle slides del Progetto Esecutivo viene menzionato il "Pacchetto Autoimprenditorialità", in questa fase sarà possibile candidare i propri progetti per ottenere un finanziamento?

Si rimanda alla FAQ n. 27

30) Con riferimento all’art. 6 del Bando, si chiede di conoscere

  1. se per “postazioni di lavoro informatizzate” si intende che si può ricorrere anche all’utilizzo di tablet e non necessariamente di PC;
  2. se per postazione di lavoro per ogni allievo possa intendersi anche “sedia con tavolino incorporato”

Si conferma quanto previsto e disciplinato dall’Art. 6 dell’Avviso: per lo svolgimento delle attività il SA potrà utilizzare (… omissis …) sedi (… omissis …) delle quali abbia idoneo titolo di disponibilità, purché adeguate sotto il profilo funzionale ed in regola con la vigente normativa in materia di sicurezza e igiene sul lavoro. Nello specifico della “dotazione minima” nulla osta all’utilizzo delle attrezzature e arredi indicati a condizione che sia garantita la funzionalità degli stessi alla realizzazione delle attività progettate all’interno del “Modello di Percorso Formativo – Modulo 1 (80 ore)” e al raggiungimento dei generali obiettivi e risultati attesi del corso.

31) Con riferimento all’art. 13 e specificamente ai “rimborsi spese di vitto”, si chiede se possono essere riconosciuti ammissibili i buoni pasto di importo pari ad € 8,00.

A livello di budget l’importo massimo riconoscibile nel caso di 20 Allievi, è pari a: Rimborso per Vitto (gg. 10 x 20 Allievi X € 8,00) TOT. € 1.600,00, dietro presentazione di idonea documentazione giustificativa a supporto della spesa.

32) L’Avviso Pubblico indica le tipologie di permesso di soggiorno in possesso delle quali è possibile accedere al corso. Ove il permesso fosse in fase di rinnovo, richiesto nel rispetto dei termini di legge secondo il Testo Unico Immigrazione Dlgs 286/98, sarebbe possibile comunque la profilazione e la successiva frequenza? Infatti non è raro il caso di questure oberate che emettano il nuovo permesso di soggiorno con una vita residuale irrisoria e quindi nuovamente in aria di rinnovo. Evidenziamo per inciso che qualora ci fossero impedimenti la profilazione potrebbe risultare statisticamente imprecisa.

Si rimanda alla FAQ n. 28. Il soggetto con permesso di soggiorno in fase di rinnovo, con richiesta effettuata nel rispetto dei termini di legge secondo il Testo Unico Immigrazione Dlgs 286/98, è da ritenersi migrante regolare. Pertanto sarebbe possibile procedere alla profilazione. Tuttavia, tenendo conto che, in caso di mancato rinnovo, il migrante non potrà essere annoverato nel conto delle persone profilate, non potrà rientrare nel numero di discenti partecipanti al corso e il Soggetto Attuatore non potrà rendicontare le spese ad esso correlate, si rimanda ad una puntuale valutazione di opportunità da parte dello stesso Soggetto Attuatore.

33) Relativamente all’orario dei corsi c’è deroga alle 8 ore giornaliere. Avendo riscontrato nelle profilazioni utenti che già lavorano mezza giornata, sarebbe possibile per questi creare dei corsi di 4 ore giornaliere?

Relativamente ai giorni festivi vi è deroga?

Come dichiarato in sede di candidatura (All. B) il Soggetto Attuatore si impegna a realizzare i percorsi autorizzati in conformità alle prescrizioni previste nell’Avviso, e ulteriormente specificate nella Convenzione che sarà sottoscritta in caso di accoglimento dell’istanza di candidatura. Si precisa, a tal fine, che il “Modello di Percorso Formativo – Modulo 1 - 80 ore” stabilisce le modalità di realizzazione delle attività di formazione previste nell'ambito del Progetto “F.A.S.I. Formazione Autoimprenditoria e Start up per Immigrati regolari”, ivi compreso l’orario dei corsi (8 ore giornaliere – formula “full immersion”). Rispetto alle modalità di erogazione non è consentita deroga, fatte salve le sole possibilità espressamente disciplinate dalla “Linee Guida per lo svolgimento delle attività previste dall’Avviso per l’individuazione di soggetti attuatori” La calendarizzazione delle giornate di formazione è consentita anche il sabato; sono, al contrario, esclusi le domeniche ed i giorni festivi “rossi” di calendario

34) Rimborso spese di trasporto. Sarebbe possibile anziché utilizzare i mezzi di trasporto pubblico usufruire di un pulmino privato allo stesso costo previsto dal bando per ogni singolo partecipante, sempre dietro presentazione di regolare fattura

E ‘ possibile utilizzare altra modalità, così come citata nella richiesta, in sostituzione del mezzo pubblico, in primis quando l’utilizzo del mezzo pubblico sia problematico e/o quando assente. Si precisa che l’utilizzo del mezzo in sostituzione del mezzo pubblico da parte del singolo allievo deve essere adeguatamente giustificato e documentato.

35) Esiste un fac-simile di atto di polizza per attivare la polizza fideiussoria?

Nell’ambito della programmazione 2007-2013, la polizza fideiussoria doveva uniformarsi a quella prevista dall'ex decreto del Ministero del Tesoro del 22 aprile 1997 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 96 del 26 aprile 1997. Nello specifico, veniva approvato lo schema di garanzia fideiussoria previsto dall’art.56 comma 2, della legge n.52/1996. La Legge di stabilità 2016 (art. 802 della Legge Finanziaria n .208 del 28/12/2015) abrogando l’art. 56 cm. 2 della Legge n.52 del 06/02/1996, ha reso, comunque, maggiormente flessibile il ricorso alla garanzia fideiussoria, eliminando l’obbligo di conformarsi allo schema ex Decreto del Ministero del Tesoro n.96 del 22 aprile 1997. Ad ogni modo, si consiglia di adeguarsi agli schemi di polizza fideiussoria previsti e pubblicati nei diversi POR Regionali.

Progetto F.A.S.I.

Gruppo Loghi PON Legalità FSE

Formazione Autoimprenditoria e Start up per Immigrati regolari

SCHEDA RIASSUNTIVA DEL PROGETTO

Anagrafica di progetto

Obiettivo Realizzazione di percorsi formativi per gli immigrati regolari e sostegno all’auto-imprenditoria

Autorità di Gestione Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza Ente attuatore Ente Nazionale per il Microcredito Fonte

finanziamento PON Legalità 2014-2020 – Asse 4 Azione 4.1.1

Percorsi di Inclusione Sociale e Lavorativa per gli Immigrati Regolari e Richiedenti Asilo e Titolari di Protezione Internazionale Localizzazione Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia

Destinatari Immigrati regolarmente presenti sul territorio nazionale, con particolare riferimento ai titolari di protezione internazionale

Durata 39 mesi

 

NEWS F.A.S.I.

Procedura delle integrazioni delle sedi formative.

Procedura di integrazione “Corpo docente”

 

 

Il contesto di riferimento

In base agli ultimi dati dell’Istat, circa l’80% degli italiani è proprietario di una o più case di abitazione. Peraltro, soprattutto in tempi di crisi, un numero elevato di proprietari si trova a dover affrontare due ordini di difficoltà:

  • lo stallo del mercato immobiliare, con la difficoltà di vendere o affittare la propria casa in momenti di necessità;
  • l’elevato costo di manutenzione e mantenimento degli immobili, tra interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria ed il pagamento di imposte e tasse.

Un numero crescente di proprietari di case, pertanto, si trova a dover sostenere spese per immobili fermi sul mercato, che rappresentano un onere significativo per il loro bilancio familiare.

Di qui l’idea di trasformare gli immobili fermi sul mercato in strutture microricettive, veicolando la proprietà immobiliare come fonte di guadagno e prevenendo spesso anche l’insorgere di situazioni di emarginazione sociale.

La realizzazione di strutture microricettive segue la tendenza del mercato turistico mondiale, dove il settore extralberghiero è in fortissima espansione. Il turismo, d’altra parte, è un settore fondamentale per la nostra economia ed ha bisogno di essere rilanciato per far recuperare all’Italia le posizioni perdute negli ultimi anni: è noto, infatti, come l’Italia sia passata ad occupare il terzo posto in Europa per presenze turistiche, dopo essere stata per lunghi anni al primo posto.

Alimentato dalla nuova sharing economy, che vede dei fenomeni sociali come airbnb, Uber e altre realtà basate sul singolo progetto messo in condivisione, il settore ricettivo in generale sta vivendo un forte cambiamento in termini di tipologia di alloggio ricercato: il turista è diventato il viaggiatore, che cerca l’esperienza autentica di un paese piuttosto che l’offerta standardizzata alberghiera. Il settore extralberghiero quindi, rappresentato per la gran parte da case vacanze e Bed & Breafast – entrambe soluzioni micro-imprenditoriali – è in forte aumento.

Questa tendenza costituisce un’importante opportunità per i proprietari di immobili fermi sul mercato: quella di trasformare tali immobili in strutture micro-ricettive, ossia in realtà micro-imprenditoriali sostenibili.

A tale riguardo, occorre considerare che il mercato micro-ricettivo in questi anni sta uscendo da una fase “fai-da-te” e sono stati sviluppati degli standard professionali importanti.

Esistono oggi dei regolamenti dettagliati, rivisitati da parte dei Comuni e delle Regioni, che dettano una serie di criteri ai quali un’attività ricettiva, per quanto micro-imprenditoriale, deve attenersi. Tali parametri riguardano, tra l’altro:

  • le dimensioni minime di ogni ambiente; 
  • l’obbligo di mettere a disposizione degli spazi comuni all’interno della struttura;
  • l’obbligo sia della residenza sia del domicilio all’interno della struttura da parte del proprietario;
  • la fornitura di tutti i mezzi necessari ad assicurare lo svolgimento sicuro dell’attività;
  • l’obbligo di produrre una planimetria asseverata che confermi la conformità della struttura alla normativa vigente;
  • l’obbligo di presentare una SCIA al SUAR (Sportello Unico Attività Ricettive) che dichiari l’inizio dell’attività.

Si tratta di obblighi ed adeguamenti delle strutture che comportano costi talvolta elevati per soggetti avviano per la prima volta un’attività in proprio e che possono essere coperti grazie ad una microcredito imprenditoriale che, in questo caso specifico, viene definito “housing microfinance”.

 http://housing.microcredito.gov.it/

L’iniziativa dell’Ente Nazionale per il Microcredito

Anche in assenza di una specifica disciplina normativa che preveda lo strumento “housing microfinance”, l’Ente Nazionale per il Microcredito ha definito uno schema d’intervento finalizzato, in particolare, a fornire un supporto economico e di assistenza tecnica a piccoli proprietari e/o affittuari che intendono avviare un’attività micro-ricettiva sostenibile nell’abitazione di proprietà o in quella condotta in locazione.

L’avvio di una struttura micro-ricettiva comporta una serie di adeguamenti mirati alla messa a norma dell’immobile. Infatti, anche se per alcuni aspetti le normative applicate alle strutture micro-ricettive sono più elastiche rispetto alle altre strutture ricettive (ad esempio per i regolamenti antincendio), è indubbio che per le strutture destinate alla micro-ricettività esiste l’obbligo di adeguarsi ad una serie di parametri per essere ritenute idonee, ossia conformi alle disposizioni di legge.

In sostanza, questo intervento, definito “housing microfinance per la microricettività”, ha lo scopo di fornire un “trampolino di lancio” per nuovi gestori di strutture micro-ricettive, attraverso il finanziamento delle spese connesse con l’investimento iniziale.

A lungo termine, l’iniziativa punta anche alla progressiva riqualificazione dell’housing-stock esistente e alla diminuzione del numero di strutture abusive, rendendo accessibili i fondi necessari per mettere in regola la propria micro-attività.

 

Cos’è l’housing microfinance per la microricettività

 http://housing.microcredito.gov.it/

Per housing microfinance per la microricettività, si intende il finanziamento a favore di persone in possesso di partita IVA, proprietarie o affittuarie di immobili, che intendono utilizzare tali strutture per un’attività micro-ricettiva di tipo extralberghiero.

Si tratta di un intervento che rientra nella categoria del “microcredito imprenditoriale” introdotto in Italia dall’art. 111 del Testo Unico Bancario (TUB) e dal decreto 176/2014, cioè di un finanziamento concepito appositamente per quei soggetti che vengono definiti “esclusi” finanziariamente perché con difficoltà di accesso al credito bancario ordinario, soprattutto a causa della mancanza o forte carenza di garanzie.

L’housing microfinance per la microricettività, pertanto, recepisce tutte le caratteristiche tecniche e procedurali del “microcredito imprenditoriale”, che possono così sintetizzarsi:

FINALITÀ – Sostenere l’avvio o lo sviluppo di iniziative di microimpresa, tra le quali rientra a pieno titolo anche l’attività micro-ricettiva.

TIPO DI FINANZIAMENTO – Mutuo chirografario a tasso fisso.

BENEFICIARI – Soggetti in possesso di partita IVA da non più di cinque anni, organizzati in forma individuale, di associazione, di società di persone, di società a responsabilità limitata semplificata o di società cooperativa. Tra i destinatari del microcredito rientrano, pertanto, anche coloro che – in forma singola o associata – intendono realizzare un’attività generatrice di reddito trasformando un’abitazione o un locale di proprietà in una struttura micro-ricettiva.

DESTINAZIONE DEI FINANZIAMENTI – Il microcredito imprenditoriale in senso lato può essere finalizzato alle seguenti tipologie di spesa:

  1. acquisto di beni, ivi incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita;
  2. acquisto di servizi strumentali all’attività svolta, compreso il pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative;
  3. retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori;
  4. pagamento di corsi di formazione volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore autonomo, dell’imprenditore e dei relativi dipendenti; i finanziamenti concessi alle società di persone e alle società cooperative possono essere destinati anche a consentire la partecipazione a corsi di formazione da parte dei soci.

I finanziamenti relativi alle spese di cui alle lettere a) e b) possono essere concessi anche nella forma del microleasing finanziario.

Con specifico riferimento all’housing microfinance, i soggetti che intendono avviare un’attività micro-ricettiva potranno ottenere un microcredito per finanziare spese del seguente tipo:

  • piccoli interventi di ristrutturazione edilizia;
  • adeguamento e messa a norma degli impianti energetici, idrici ed elettrici;
  • acquisto degli arredi, del mobilio e degli elettrodomestici necessari per l’ospitalità;
  • pagamento di servizi strumentali all’attività (come i servizi di pulizia);
  • pagamento di polizze assicurative per la sicurezza dei locali adibiti ad attività, anche a tutela degli ospiti;
  • retribuzione di eventuali collaboratori/dipendenti del titolare o di soci lavoratori;
  • pagamento di eventuali corsi di formazione volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del titolare o degli eventuali dipendenti o soci.

IMPORTO MASSIMO

I finanziamenti di microcredito imprenditoriale, e quindi anche quelli riconducibili ad interventi di housing microfinance per la micro-ricettività, non possono eccedere il limite di euro 25.000 per ciascun beneficiario.

Tale limite può essere elevato fino a euro 35.000 qualora il contratto di finanziamento preveda l’erogazione frazionata, subordinando i versamenti successivi al verificarsi delle seguenti condizioni:

  1. il pagamento puntuale di almeno le ultime sei rate pregresse;
  2. lo sviluppo del progetto finanziato, attestato dal raggiungimento di risultati intermedi stabiliti dal contratto e verificati dall’operatore di microcredito.

Allo stesso soggetto beneficiario può essere concesso un nuovo finanziamento per un ammontare che, sommato al debito residuo, non superi il limite di 25.000 euro o, nei casi di cui alle precedenti lettere a) e b), di 35.000 euro.

DURATA – Durata minima 24 mesi e massima 60 mesi, aumentati di 6 in caso di preammortamento.

TASSO D’INTERESSE E ALTRE SPESE – Tasso clienti ordinari e tasso soci della banca in base alle condizioni della banca convenzionata. Spese d’istruttoria sull’importo erogato in base alle condizioni della banca convenzionata.

GARANZIE – Garanzia pubblica del Fondo di garanzia per le PMI, a valere sulla “Sezione speciale microcredito” del Fondo (80% dell'importo erogato dalla banca). La banca può richiedere ulteriori garanzie personali (non reali) solo sulla parte non coperta dalla garanzia pubblica.

SERVIZI AUSILIARI – Componente fondamentale delle operazioni di microcredito – e quindi anche di housing microfinance – è l’erogazione dei servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio previsti dall’art. 111 del TUB e dall’art. 3 del decreto 176/2014, che la banca è tenuta a fornire al beneficiario, direttamente o tramite altri soggetti specializzati, per tutta la durata del prestito.

Tali servizi devono essere erogati in conformità alle Linee guida pubblicate dall’Ente Nazionale per il Microcredito il 17 maggio 2016, da parte di operatori (i tutor) iscritti in un apposito elenco tenuto dall’Ente stesso ai sensi della legge 225/2016, art. 13, comma 1-bis.

Nello specifico, il prestatore di servizi ausiliari del microcredito dovrà prestare obbligatoriamente i seguenti servizi:Nel periodo antecedente l’erogazione del prestito:

a)supporto alla definizione dell’idea d’impresa, al fine di verificarne la sostenibilità economico finanziaria;

b) supporto alla definizione della strategia di sviluppo del progetto imprenditoriale e all’analisi di soluzioni per il miglioramento dello svolgimento dell’attività.

Durante il periodo di ammortamento del prestito:

c )supporto all’individuazione e diagnosi di eventuali criticità del progetto finanziato;

d) orientamento verso le possibili soluzioni al fine di prevenire eventuali criticità dell’impresa.

Possono essere eseguiti facoltativamente ulteriori servizi di assistenza, quali:
e)supporto per la soluzione di problemi legali, fiscali e amministrativi e informazioni circa i relativi servizi disponibili sul mercato;
f)supporto alla definizione dei prezzi e delle strategie di vendita, con l’effettuazione di studi di mercato;
g)formazione sulle tecniche di amministrazione dell’impresa, sotto il profilo della gestione contabile, della gestione finanziaria, della gestione del personale;
h)formazione sull’uso delle tecnologie più avanzate per innalzare la produttività dell’attività

Grazie ai servizi ausiliari, l’housing microfinance per la microricettività si configura come uno strumento finanziario più vicino alle persone che intendono avviare un’attività ricettiva di tipo microimprenditoriale: questi servizi, adattati a ogni singolo caso, riescono a far sentire le persone beneficiarie del credito coinvolte e responsabilizzate, permettendo la formazione di una vera e propria cultura finanziaria che è il segreto del successo del microcredito.

E’ infatti sperimentato che i programmi di microcredito assistiti da servizi di accompagnamento, come quelli appena descritti, presentano le migliori performances anche nella restituzione dei prestiti. I servizi non finanziari, infatti, contribuiscono a superare le “asimmetrie informative” e quindi a ridurre il rischio del finanziamento e i tassi di default.

Iter del procedimento

Come detto sopra, il soggetto che intende avviare un’attività microricettiva è assistito da un tutor fin da momento della definizione dell’idea microimprenditoriale. In questo senso, tale soggetto può avviare il processo di finanziamento sia recandosi personalmente presso una banca convenzionata con l’Ente Nazionale per il Microcredito sia rivolgendosi direttamente a un tutor.

Con riferimento a queste due possibilità, si espone di seguito il relativo iter procedurale.

 

Ipotesi A:

Il cliente si reca direttamente presso la banca

 Ipotesi B:

Il cliente si rivolge al tutor

  1. I soggetti che intendono richiedere un microcredito per avviare un progetto di housing microfinance per la microricettività possono recarsi presso uno degli sportelli delle Banche convenzionate con l’Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) e presentare richiesta di finanziamento con la copertura della garanzia pubblica del Fondo PMI – Sezione Microcrdito. – L’elenco delle banche convenzionate con l’ENM è consultabile sul sito internet: http://microcredito.gov.it/about-us.html.
  2. L’operatore dello sportello effettua un primo esame sulle caratteristiche del soggetto richiedente e sulle finalità del finanziamento. Effettua un controllo delle pregiudizievoli a carico del richiedente (protesti- pignoramenti) e, in caso di esito positivo, accede al portale dedicato dell'ENM per inserire la richiesta di tutoraggio.
  3. Il tutor del Microcredito contatta il cliente per definire un primo incontro e dà avvio all’istruttoria acquisendo tutte le informazioni necessarie per la valutazione dell’idea imprenditoriale presentata.
  4. Successivamente, lo stesso tutor entro 30 giorni (o in casi eccezionali entro 120 gg) porterà a termine l’istruttoria elaborando il business plan e comunicando poi l’esito del tutoraggio alla filiale. il documento di business plan contiene Stato Patrimoniale, Conto Economico, Prospetto investimenti e ricavi, Cash Flow, Relazione finale del tutor sulla sostenibilità del progetto.
  5. L'operatore di sportello, una volta presa visione del documento di business plan, comunica entro 30 giorni l’erogazione o la mancata concessione del finanziamento.
  6. L'importo deliberato verrà reso disponibile al cliente per il 20% dell'importo richiesto, previa firma di un'autodichiarazione di destinazione d'uso dell'importo, mentre il restante 80% verrà vincolato con prenotazione sul conto corrente e i pagamenti verranno effettuati direttamente dalla Banca alla presentazione dei giustificativi di pagamento.
  1. L’aspirante microimprenditore si reca presso il Tutor per richiedere un microcredito. Il Tutor effettua una pre-istruttoria finalizzata a verificare che il richiedente sia in possesso dei requisiti per accedere al microcredito.
  2. Se, a seguito della pre-istruttoria, risulta che il richiedente è in possesso dei requisiti di ammissibilità al microcredito, il Tutor invita il richiedente a recarsi presso una delle filiali degli Istituti di credito convenzionati con ENM
  3. L’Istituto di credito verifica che il soggetto richiedente sia in possesso dei requisiti qualitativi e quantitativi per accedere al microcredito. In caso di esito positivo, l’operatore di filiale predispone e invia all’ENM un modulo predefinito in cui sono raccolti tutti i dati del soggetto richiedente, nonché l’autorizzazione al trattamento dei suoi dati personali
  4. ENM verifica la corretta compilazione del modulo inviatogli dall’Istituto di credito e censisce il soggetto richiedente nella propria piattaforma gestionale.
  5. L’ENM assegna la richiesta di microcredito al Tutor che inizialmente ha indirizzato il soggetto presso la filiale dell’Istituto di credito.
  6. Entro 5 gg dalla data di assegnazione della richiesta di microcredito, il Tutor contatta il soggetto richiedente per fissare un incontro finalizzato all’erogazione dei servizi ausiliari. Attraverso la piattaforma gestionale il Tutor invia all’Istituto di credito il Business Plan. Il Tutor esprime un parere di indirizzo in ordine alla finanziabilità dell’idea imprenditoriale analizzata, nonché in ordine alla vocazione imprenditoriale del soggetto richiedente il microcredito.
  7. L’Istituto di credito, qualora decida di finanziare il soggetto richiedente, provvederà a richiedere la garanzia al Fondo Centrale per le PMI che a sua volta, espletate le verifiche del caso, procederà al rilascio della stessa garanzia senza alcuna valutazione di merito in ordine alla finanziabilità del richiedente.
  8. L'importo deliberato verrà reso disponibile al cliente come nell’ipotesi A.

 

 Check list documentale

Alla domanda di finanziamento va allegata la seguente documentazione:

Per i soggetti che intendono avviare l’attività o l’abbiano già avviata da meno di 18 mesi:

  • Documento d'identità e codice fiscale
  • Copia Visura Camerale della ditta e/o società rilasciata da non più di 3 mesi
  • Copia modello attribuzione Partita IVA
  • Situazione economico/patrimoniale a data recente
  • Copia ultime dichiarazioni dei redditi personali con allegati estremi della presentazione
  • Eventuali attestazioni professionali connesse alla realizzazione del progetto
  • Lettera di intenti per utilizzo e/o locazione sito operativo
  • Preventivi acquisto attrezzature / macchinari/supporti hardware e/o software / registratori di cassa connessi all'avvio del progetto
  • Preventivi di eventuali lavori strutturali nei locali opzionati quali siti operativi
  • Preventivi per eventuali spese per l'avvio del progetto (pubblicità in genere)
  • Preventivi eventuali necessarie coperture assicurative di persone e locali
  • Preventivi per l'acquisto prima fornitura (recenti) ovvero fatture (recenti) quietanzate nel caso di investimenti già sostenuti

 

Per i soggetti che hanno avviato l’attività da più di 18 mesi:

  • Copia documento di identità e codice fiscale
  • Copia Visura Camerale della ditta e/o società rilasciata da non più di 3 mesi*
  • Copia Atto Costitutivo e Statuto (esclusivamente per le società)
  • Copia modello attribuzione Partita IVA
  • Situazione economico/patrimoniale a data recente
  • Copia ultime dichiarazioni redditi personali con allegati estremi della presentazione
  • Dettaglio affidamenti con il sistema bancario (allegando copia e/o ultimo trimestre)
  • Preventivi di eventuali finanziamenti richiesti

Allegati:

  1. Schema di richiesta diretta di finanziamento alla banca
  2. Schema di richiesta di finanziamento tramite tutor
  3. Modello di Conferma Prenotazione/Richiesta di garanzia e Consenso al Trattamento dei dati personali ad Ente Nazionale del Microcredito
  4. Modello Istruttoria di Microcredito
  5. FAQ

 

YES I START UP

 

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PREMESSA

L’Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) ha presentato ad ANPAL un progetto per la realizzazione di interventi formativi su scala nazionale, nell’ambito della Misura 7.1 “Attività di accompagnamento all’avvio di impresa e supporto allo start up di impresa” del PON IOG, in continuità con il progetto Crescere imprenditori realizzato sino al 31 dicembre 2017 da Unioncamere.

Nello specifico, la proposta è volta alla realizzazione di percorsi di accompagnamento all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità, finalizzati a formare i NEET registrati al Programma Garanzia Giovani. Il progetto si realizza sotto la responsabilità dell’ENM, in collaborazione con enti, associazioni, strutture formative ed organismi pubblici e/o privati, rappresentativi di realtà datoriali, sindacali ed ordini professionali, che fanno parte della rete dell’ENM e sono in grado di contribuire all’individuazione e coinvolgimento dei NEET nell’azione formativa. Il progetto è attuato su tutto il territorio nazionale.

SINTESI DEL PROGETTO

Il Progetto che si pone in continuità con l’intervento Crescere Imprenditori realizzato da Unioncamere sino al 31 dicembre 2017, è volto alla realizzazione di percorsi formativi mirati e di accompagnamento personalizzato, atti a fornire ai NEET registrati al Programma Garanzia Giovani le competenze necessarie all’avvio e gestione dell’attività d’impresa.

Il fine è quello di permettere al giovane NEET di strutturare in maniera compiuta la propria idea di impresa formalizzandola in un business plan, anche al fine della successiva presentazione della domanda di finanziamento sul portale Invitalia, per l’accesso alla misura 7.2. del PON IOG – Fondo SELFIEmployment.

Nel contempo, il giovane NEET sarà accompagnato a saper riconoscere e sviluppare le proprie attitudini imprenditoriali, formato sulle nozioni generali di management d’impresa, informato sulla rete degli attori istituzionali e sugli strumenti utili per fare impresa.

Il progetto, sarà attuato, sotto la responsabilità dell’ENM su tutto il territorio nazionale, direttamente e per il tramite di soggetti partner appositamente individuati dell’ENM nell’ambito della propria rete di partenariato e collaborazioni (vedasi allegato 1 – Avviso pubblico per l’individuazione di soggetti attuatori per la realizzazione dell’intervento “YES I start up – Formazione per l’Avvio d’Impresa” e Allegato 2 – Errata corrige).

Il Progetto prevede che i percorsi avviati si concludano entro 45 giorni solari, dalla data di inizio delle attività. Nel dettaglio, il percorso è articolato in due sezioni:

  • FASE A: moduli di formazione di base della durata complessiva di 60 ore, da erogarsi in aula (minimo 4 e massimo 12 allievi) o per piccoli gruppi (massimo 3 allievi); alla formazione in aula potranno essere abbinate interazioni a distanza con allievi aventi la possibilità di interagire in live streaming con i docenti (per un massimo di 24 ore sulle 60 previste per la Fase A), in modo da consentire la capillarizzazione sul territorio delle attività;
  • FASE B: un modulo di accompagnamento e di assistenza tecnico-specialistica e personalizzato erogato in forma individuale o per piccoli gruppi (massimo 3 allievi), della durata di 20 ore.

 

OBIETTIVI ED ASPETTI CHE CARATTERIZZANO IL MODELLO DI INTERVENTO

Obiettivo del progetto è promuovere e sostenere l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità dei giovani NEET attraverso un’attività formativa, preparatoria e di accompagnamento, finalizzata all’accesso alla misura 7.2 del PON IOG – Fondo SELFIEmployment. L’azione formativa deve consentire al NEET di acquisire le conoscenze di base per la creazione e la gestione di un’attività imprenditoriale ed in particolare per la corretta redazione del business plan anche ai fini della presentazione della domanda di finanziamento sulla piattaforma Invitalia per l’accesso alla misura 7.2 del PON IOG – Fondo SELFIEmployment.

L’ENM sarà il responsabile unico del progetto e provvederà a regolare tutti i rapporti di partenariato e di collaborazione, nonché la definizione di uno specifico albo docenti/fornitori ed un’azione preliminare di formazione formatori per uniformare i percorsi formativi.

L’azione preliminare di formazione formatori ha l’obiettivo non solo di uniformare l’intervento d’aula nei contenuti, ma anche quello di assicurare adeguati standard di qualità, accrescere l’efficacia degli interventi erogati dai differenti attori sull’intero territorio nazionale, sensibilizzare gli attori più prossimi ai destinatari della misura sulle caratteristiche della stessa, sugli obiettivi di risultato associati all’azione formativa e di condividere le best practice.

CRITERI PER IL RICONOSCIMENTO DEL RIMBORSO

ANPALriconoscerà all’ENM il rimborso per le attività di formazione ed accompagnamento previste da Progetto, per una durata complessiva di 80 ore e secondo i criteri che seguono.

  • il 70% dell’importo sarà riconoscibile a processo, in base alle effettive ore svolte (come indicato nel registro delle attività); l’importo da erogare a ENM sarà riparametrato in proporzione alle ore effettivamente frequentate;
  • la restante percentuale fino al 100%, sempre a processo, ma sottoposto alla condizionalità della predisposizione degli output previsti dal percorso:
    • business plan,
    • documento di accompagnamento,
    • scheda di riepilogo/timesheet.

 

nota informativa sulle attività dell’ENM  COLLEGAMENTO ALL'AGENZIA DEL DEMANIO

 

Tra le molteplici azioni di sviluppo, l’Agenzia del Demanio ha avviato, in collaborazione con Invitalia, ANCI/FPC, MiBACT, MiSE e altri soggetti pubblici e privati interessati, il progetto Valore Paese – DIMORE, per la valorizzazione di immobili pubblici di pregio storico, artistico e paesaggistico, localizzati in ambiti di interesse turistico, culturale e ambientale, ponendosi come nodo di accoglienza dei flussi di domanda più sensibili alla fruizione dei beni culturali e naturali, puntando allo sviluppo dei territori e alla promozione delle eccellenze italiane: paesaggio, arte, storia, musica, moda, design, sport, industria creativa, innovazione, enogastronomia.

In tale ambito si inseriscono le iniziative a rete Valore Paese – FARI 2015 e Fari, Torri ed Edifici Costieri 2016- 2017, ispirate ad un modello rispettoso del paesaggio e delle identità territoriali e finalizzate a proporre sul mercato immobili per lo sviluppo di una forma di turismo sostenibile, legata alla cultura dell’ambiente costiero e del mare.

Più di recente è stato avviato il progetto Valore Paese – CAMMINI e PERCORSI, promosso di concerto tra MIBACT, MIT, ANAS S.p.A. e Agenzia del Demanio, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed inquadrato nell’ambito del Piano Strategico di Sviluppo del Turismo 2017-2022, a supporto del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche e del Piano Straordinario della Mobilità Turistica.
CAMMINI E PERCORSI è un’iniziativa che si inserisce nelle tematiche connesse a RIGENERAZIONI CAMMINI E PERCORSI COOPERATIVI

 

Si tratta di un progetto a rete che punta al RECUPERO di beni pubblici situati lungo cammini storico-religiosi e percorsi ciclopedonali e al loro RIUSO per nuove attività a servizio del viaggiatore (camminatore, ciclista, pellegrino, etc.) nonché di animazione sociale e culturale degli itinerari scelti. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle politiche di sviluppo dei territori e della promozione dell’imprenditorialità turistica, obiettivo primario per il rilancio economico del Paese, favorito anche dalla recente disciplina normativa di cui al D.L. n.83/2014 conv. in L. n.106/2014 (c.d. D.L. Turismo e Cultura), nel dicembre 2015 è stato firmato un Protocollo d’Intesa tra MIBACT, MIT, ANAS S.p.A. e Agenzia del Demanio per l’avvio di un progetto di valorizzazione a rete di immobili di proprietà dello Stato, di altri Enti pubblici e di
Anas S.p.A. situati lungo CAMMINI E PERCORSI di carattere sia storico-religioso che ciclopedonale, legato al tema dello slow travel, per la scoperta di territori, attraverso circuiti lenti e una mobilità dolce, focalizzando l’attenzione sulle destinazioni minori.

L’iniziativa è inquadrata nell’ambito del Piano Strategico del Turismo 2017-2022 e del Sistema Nazionale delle Ciclovie
Turistiche/Piano Straordinario della Mobilità turistica.
L’iniziativa trova attuazione, per le predette finalità, con la pubblicazione dei bandi di gara per l’affidamento in concessione degli
immobili situati lungo i cammini e percorsi individuati, che per quanto riguarda i beni di proprietà dello Stato e di altri Enti pubblici
seguirà due iter:

  • concessione gratuita ex art. 11 co. 3 D.L. n. 83/2014, conv. in L. n. 106/2014 ad imprese, cooperative e associazioni giovani,
    finalizzata proprio alla realizzazione di circuiti nazionali di eccellenza e alla promozione di percorsi pedonali, ciclabili e
    mototuristici;
  • concessione di valorizzazione ex art. 3-bis D.L. n. 351/2001, conv. in L. n. 410/2001, da affidare a privati che siano in grado
    di sostenere importanti costi di investimento per il recupero degli immobili.


L’affidamento degli immobili di Anas S.p.A. troverà applicazione in funzione dei peculiari strumenti di valorizzazione a disposizione
dell’Ente.

 

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A fine ottobre 2013 si è concluso il progetto "Monitoraggio dell'integrazione delle politiche del lavoro con le politiche di sviluppo locale dei sistemi produttivi relativamente al Microcredito e alla Micro finanza", nato nell'ambito del Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema Obiettivo Convergenza, attraverso un Accordo di collaborazione per attività di interesse comune (ex art. 15 Legge 7 agosto 1990 n. 241) tra la Direzione generale delle Politiche dei Servizi per il Lavoro e l'Ente Nazionale per il Microcredito.

La Relazione Finale del progetto è disponibile nella sezione "documentazione utile".

Le azioni del PON includono valutazioni sia delle politiche del lavoro sia degli interventi messi in atto dalle Amministrazioni territoriali a contrasto della povertà e a sostegno delle famiglie in difficoltà e in via prioritaria alle regioni in ritardo di sviluppo del paese, in un'ottica di convergenza, per garantire un riequilibrio economico e occupazionale tra il Sud e il Nord del territorio nazionale. 
L'Ente Nazionale per il Microcredito, in qualità di Ente di Diritto Pubblico con competenza a livello nazionale in materia di microcredito, ha peraltro il compito istituzionale di svolgere funzioni di monitoraggio e analisi costante delle iniziative micro finanziarie e di valutazione degli esiti delle medesime anche al fine di redigere report conoscitivi al Parlamento italiano, su specifico incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Direttiva della PCM del 2 luglio 2010).

Il contesto

A livello comunitario e nazionale il microcredito è sempre più spesso oggetto di osservazione e studio per la forte potenzialità inclusiva offerta dai suoi strumenti. L'autoimpiego e la microimprenditorialità, anche in forma cooperativa, sono stati individuati dalla Commissione europea quali tipologie occupazionali da privilegiare per tutti coloro che non riescono a inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro a causa di una serie di condizioni di svantaggio sociali o personali. L'interesse per questi percorsi di inserimento lavorativo è confermato dalla recente istituzione dello "Strumento Europeo Progress di Microfinanza per l'occupazione e l'inclusione sociale" (EPMF) che ha l'obiettivo di contribuire all'inserimento lavorativo dei soggetti più svantaggiati attraverso un fondo di garanzia istituito dalla Commissione presso la Banca europea degli investimenti (BEI) e gestito dal Fondo europeo degli investimenti (FEI).

Gli obiettivi

In questo contesto il progetto ha individuato e monitorato le attività delle istituzioni, organismi ed enti che operano nel campo della micro finanza per favorire l'integrazione sociale e lavorativa dei soggetti altrimenti esclusi dal mercato del lavoro. E' ormai, infatti, diffusamente riconosciuto che il sostegno finanziario che si attua attraverso il microcredito riveste un'importanza fondamentale non solo nella lotta alla povertà, ma anche nello sviluppo di nuove opportunità di investimento e di nuove attività imprenditoriali, poiché stimola l'attività produttiva e riscatta la dignità delle persone che ne usufruiscono sostenendo la fiducia nelle loro potenzialità e in quelle dei loro progetti. In tal senso il microcredito rappresenta non solo un orientamento etico-sociale, ma anche uno strumento in grado di generare profitti e di sostenere lo sviluppo economico soprattutto a livello locale. 
Il presente progetto ha quindi contribuito al conseguimento di questo obiettivo proprio attraverso il monitoraggio e la valutazione di tutte le iniziative di microcredito attivate in Italia a sostegno dell'occupazione e dell'integrazione sociale dei soggetti esclusi dall'accesso al credito e, conseguentemente, dalla possibilità di avviare una microimpresa o attività autonoma a garanzia di un inserimento sostenibile nel mercato del lavoro.

I prodotti realizzati

La realizzazione del progetto si è basata sulla consultazione ed il coinvolgimento di istituzioni, organismi ed enti che operano nel campo del Microcredito, nell'interesse comune di una maggiore conoscenza del fenomeno che possa consentire una più ampia e migliore diffusione del microcredito in Italia.

Infatti, il monitoraggio e l'analisi costante delle suddette iniziative ha reso accessibili e trasparenti le attività realizzate nonché i loro esiti in termini di occupazione ed integrazione sociale. Il monitoraggio ha favorito, inoltre, la governance delle iniziative citate e ha garantito la diffusione delle migliori pratiche realizzate sul territorio nazionale anche tramite la predisposizione di Rapporti periodici di monitoraggio e valutazione, nonché la realizzazione di una serie di conferenze informative da svolgersi nei territori dell'obiettivo convergenza.

Durata
dicembre 2010 - ottobre 2013

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