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Le microimprese nel sistema turistico obiettivo

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Le microimprese nel sistema turistico del Mezzogiorno

Perché il microcredito rappresenta uno strumento di particolare efficacia ai fini della creazione e dello sviluppo delle imprese turistiche nelle Regioni Convergenza (2007 – 2013)?

Perché il settore turistico del Mezzogiorno è composto per circa il 90% da ditte individuali e da società di persone, cioè da microimprese che hanno difficoltà di accesso al credito tradizionale per carenza o mancanza di garanzie da offrire alle banche.

Quali sono i “numeri” del turismo italiano?

680.000 imprese, pari all’11,2% di tutte le imprese, 3,3 milioni di occupati tra attività turistiche dirette e attività collegate al turismo. Oltre 200.000 di tali imprese (il 30% del totale) operano delle Regioni del Sud, a fronte delle 179.000 del Nord-Ovest, delle143.000 del Nord-Est e delle 155.000 del Centro Italia.

Quali sono le attività turistiche prevalenti?

Più del 60% delle imprese turistiche operano nel settore delle attività ricettive e della ristorazione; seguono le attività dei trasporti e di magazzinaggio collegate al turismo, le agenzie di viaggio, le attività artistiche, culturali e di intrattenimento. Nelle Regioni Convergenza, più di 100.000 imprese (soprattutto micro e piccole imprese) sono attive nel comparto alloggi e ristorazione.

Qual è la dimensione media delle imprese turistiche?

Nel complesso delle imprese turistiche italiane prevalgono di gran lunga le micro e piccole imprese, soprattutto nelle Regioni Convergenza. Infatti, circa il 90% delle aziende sono ditte individuali o società di persone.

Quali sono i principali driver per lo sviluppo delle imprese turistiche meridionali?

1) l’innovazione tecnologica, oggi sempre più richiesta da una domanda che sceglie attraverso Internet le 2) la specializzazione dei servizi, che non possono più essere di tipo standardizzato, ma un insieme di

Quali sono i fabbisogni finanziari delle microimprese turistiche operanti nel Mezzogiorno? La microimpresa turistica del Sud, al pari di tutte le altre imprese di piccola dimensione, ha necessità di finanziarsi con capitale di debito, potendo fare un ricorso molto limitato all’autofinanziamento e al mercato dei capitali.

Come favorire l’accesso al credito della microimpresa turistica meridionale?

Il microcredito rappresenta un efficace alternativa alle tradizionali fonti di finanziamento per le microimprese del Sud. La concessione di un microcredito, infatti, dipende fondamentalmente dalla sostenibilità del progetto d’impresa presentato e dalla valutazione della persona, più che dalla possibilità di offrire garanzie. proprie destinazioni; servizi pensati a misura di ciascun cliente.

 

sezione in aggiornamento [ torna a visitarla giovedi 5 maggio 2016]

 

 

Progetto A.MI.C.I.

 

 

Fondo Europeo per l'integrazione di Cittadini di Paesi Terzi

Nell’ambito del Fondo Europeo per l’Integrazione è stata sottoscritta dal Ministero dell’Interno – Autorità di Gestione F.E.I per l’Italia - dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Comitato Nazionale Italiano Permanente per il Microcredito, la convenzione per la realizzazione del Progetto A.MI.C.I. – Accesso al Microcredito dei Cittadini Immigrati – con il preciso obiettivo di facilitare l’accesso degli stranieri al mercato del lavoro attraverso la costituzione di microimprese e forme di autoimpiego; in altre parole di promuovere il microcredito in favore di immigrati quale strumento di inclusione sociale ed economica.

Il progetto A.MI.C.I. – Accesso al Microcredito dei Cittadini Immigrati - si inserisce nel contesto delle azioni promosse dalla Commissione Europea al fine di sostenere l’occupazione e la ripresa economica attraverso lo strumento del microcredito. 

In considerazione dell’importante presenza migratoria nel nostro paese, orientata verso una progressiva stabilizzazione e con rilevanti riflessi non soltanto in abito sociale ma anche in ordine alle relazioni tra immigrati e circuiti economici,  nel 2010, nell’ambito del Fondo Europeo per l’Integrazione, è stata sottoscritta dal Ministero dell’Interno – Autorità di Gestione F.E.I per l’Italia - e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la convenzione per la realizzazione del Progetto A.MI.C.I. con il preciso obiettivo di facilitare l’accesso degli stranieri al mercato del lavoro con la costituzione di microimprese e forme di autoimpiego tramite lo strumento del microcredito.

In questo contesto il Comitato Nazionale Italiano Permanente per il Microcredito (CNM) ha assunto il compito di studiare le dinamiche che caratterizzano l’avvio delle attività imprenditoriali create grazie al microcredito da soggetti immigrati, ovvero l’esistenza e il ricorso a servizi di accompagnamento allo start-up d’impresa e di tutoraggio in itinere delle imprese avviate, la loro consistenza economica e la loro vitalità, nonché la loro sostenibilità temporale e finanziaria, al fine di individuare le best practice della filiera del microcredito che rappresentino risposte concrete ai bisogni di integrazione economica e sociale espressi dalla componente immigrata nei diversi territori.

Gli obiettivi generali del progetto attribuiti al CNM riguardano, in primo luogo, l’istituzione e la successiva animazione di una Rete di soggetti portatori di interessi del settore pubblico, del privato e del non-profit che operano nell’ambito del sostegno all’integrazione socio-economica dei microimprenditori immigrati e, in secondo luogo, lo studio e la definizione di un modello condiviso di accesso al microcredito, improntato a criteri di sostenibilità e fattibilità operativa, da implementare in collaborazione con gli altri partner territoriali del progetto.

Il primo obiettivo è stato conseguito attraverso il supporto del CNM al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali selezionando 34 soggetti da coinvolgere nella Rete, tra i quali Amministrazioni centrali, Regioni, Enti locali, soggetti del privato e del no profit, come pure rappresentanti del settore bancario e delle fondazioni, che hanno sviluppato esperienze di microcredito o che hanno operato in favore degli immigrati. Il CNM, ha curato le relazioni fra i componenti della Rete stessa e il Gruppo di lavoro permanente, presiedendo all’attuazione di tutte le attività del progetto A.MI.C.I, affinché questi attori possano essere soggetti attivi nei confronti dei territori di appartenenza per il conseguimento dello scopo principale del progetto, ossia, la promozione del microcredito in favore di immigrati quale strumento di integrazione e partecipazione al mercato del lavoro.

Il secondo obiettivo è stato realizzato con la definizione di un modello di accesso al microcredito per gli immigrati. Attraverso una verifica empirica rivolta ai promotori delle iniziative di microcredito ed ai relativi intermediari bancari si è voluto analizzare il loro sentiment sul tema di microcredito. In particolare, la verifica empirica ha inteso acquisire, per ciascun programma di microcredito preso in considerazione, informazioni concernenti i seguenti temi d’indagine: architettura operativa e finanziaria e performance dei programmi. Alla luce dei risultati emersi nel corso della verifica empirica e degli incontri di animazione della RETE si è costruito un business model che possa ottimizzare la filiera del microcredito, riducendo le inefficienze e accrescendo il valore generato per i soggetti coinvolti.

Nella predisposizione di tale modello, particolare attenzione è stata riservata alla definizione dei compiti e delle responsabilità di ciascun  soggetto coinvolto nella filiera (i policy maker istituzionali, il promotore dell’iniziativa di microcredito, gli intermediari bancari e i gestori/intermediari di garanzia) con l’obiettivo di eliminare le sovrapposizioni di funzioni e le duplicazioni di attività e di costi, e non incorrere nella “produzione” di diseconomie maggiori dei benefici economici.

Il lavoro di studio, ricerca e modellizzazione di questo progetto è stato raccolto in una pubblicazione dal titolo “A.MI.C.I. – accesso al microcredito per i cittadini immigrati – Il modello italiano” che riassume il percorso sviluppato dal gruppo di ricercatori del CNM coordinato da Giovanni Nicola Pes, e composto da  Marco Paoluzi, Pasqualina Porretta, Paolo Rita, Nunzio Pagano, Elisa Iacomelli, Lorena Stamo e Laura Uliano. L’auspicio è che il loro impegno possa rappresentare un valido contributo per la diffusione di questo importante strumento di sviluppo, di inclusione sociale e di lotta alla povertà, contribuendo all'affermazione della via italiana al microcredito.

Il progetto "MICRO- WORK: fare rete per il microcredito e l'occupazione"

Il progetto "MICRO- WORK: fare rete per il microcredito e l'occupazione" nasce con la finalità di contribuire al rafforzamento del microcredito quale strumento di politica attiva del lavoro, attraverso l'ampliamento della rete degli Sportelli informativi territoriali già attivati dall'Ente Nazionale per il Microcredito in alcune regioni italiane al fine di promuovere, informare, supportare e guidare il cittadino all’utilizzo degli strumenti di microcredito e per l’autoimpiego attivi nei vari territori. Il Progetto è cofinanziato dai due PON del Fondo sociale europeo 2007-2013 nell’ambito di un accordo di collaborazione istituzionale tra l’Ente nazionale per il microcredito e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

 

Il progetto si sviluppa nel solco del modello di intervento di rete pubblico- privata già attuata e sperimentata dall' ENM attraverso il progetto “Microcredito e servizi per il lavoro”, che tra il 2013 e il 2014 ha realizzato i servizi informativi di orientamento e di accompagnamento sullo strumento del microcredito d'impresa e sugli incentivi per l'autoimpiego presso 95 amministrazioni locali ed enti pubblici di Campania,  Calabria,  Puglia,  Sicilia. Oltre 1000 cittadini non bancabili sono stati orientati al microcredito dai 120 operatori degli Sportelli (dipendenti pubblici specializzatisi nella consulenza sul microcredito e sull’autoimpiego) anche grazie ad una innovativa piattaforma di servizio appositamente creata dall’Ente, un unicum nel suo genere.

 

È sulla base dei risultati raggiunti ed in ragione del successo ottenuto nel precedente intervento che il Ministero del Lavoro e l'Ente hanno stabilito di proseguire l'intenso percorso avviato valorizzando il modello di lavoro sviluppato, ampliandone la portata territoriale alle regioni del Centro-Nord e migliorando gli aspetti qualitativi del servizio. Una rete "fisica" di Sportelli sul territorio che sarà potenziata nel Centro-Nord e una rete virtuale che "viaggia" su retemicrocredito.it,  la piattaforma informatica posta a sostegno dei servizi di consulenza: questa è la proposta lanciata da “MICRO-WORK”, la nuova sfida del Progetto Ue.

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A fine ottobre 2013 si è concluso il progetto "Monitoraggio dell'integrazione delle politiche del lavoro con le politiche di sviluppo locale dei sistemi produttivi relativamente al Microcredito e alla Micro finanza", nato nell'ambito del Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema Obiettivo Convergenza, attraverso un Accordo di collaborazione per attività di interesse comune (ex art. 15 Legge 7 agosto 1990 n. 241) tra la Direzione generale delle Politiche dei Servizi per il Lavoro e l'Ente Nazionale per il Microcredito.

La Relazione Finale del progetto è disponibile nella sezione "documentazione utile".

Le azioni del PON includono valutazioni sia delle politiche del lavoro sia degli interventi messi in atto dalle Amministrazioni territoriali a contrasto della povertà e a sostegno delle famiglie in difficoltà e in via prioritaria alle regioni in ritardo di sviluppo del paese, in un'ottica di convergenza, per garantire un riequilibrio economico e occupazionale tra il Sud e il Nord del territorio nazionale. 
L'Ente Nazionale per il Microcredito, in qualità di Ente di Diritto Pubblico con competenza a livello nazionale in materia di microcredito, ha peraltro il compito istituzionale di svolgere funzioni di monitoraggio e analisi costante delle iniziative micro finanziarie e di valutazione degli esiti delle medesime anche al fine di redigere report conoscitivi al Parlamento italiano, su specifico incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Direttiva della PCM del 2 luglio 2010).

Il contesto

A livello comunitario e nazionale il microcredito è sempre più spesso oggetto di osservazione e studio per la forte potenzialità inclusiva offerta dai suoi strumenti. L'autoimpiego e la microimprenditorialità, anche in forma cooperativa, sono stati individuati dalla Commissione europea quali tipologie occupazionali da privilegiare per tutti coloro che non riescono a inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro a causa di una serie di condizioni di svantaggio sociali o personali. L'interesse per questi percorsi di inserimento lavorativo è confermato dalla recente istituzione dello "Strumento Europeo Progress di Microfinanza per l'occupazione e l'inclusione sociale" (EPMF) che ha l'obiettivo di contribuire all'inserimento lavorativo dei soggetti più svantaggiati attraverso un fondo di garanzia istituito dalla Commissione presso la Banca europea degli investimenti (BEI) e gestito dal Fondo europeo degli investimenti (FEI).

Gli obiettivi

In questo contesto il progetto ha individuato e monitorato le attività delle istituzioni, organismi ed enti che operano nel campo della micro finanza per favorire l'integrazione sociale e lavorativa dei soggetti altrimenti esclusi dal mercato del lavoro. E' ormai, infatti, diffusamente riconosciuto che il sostegno finanziario che si attua attraverso il microcredito riveste un'importanza fondamentale non solo nella lotta alla povertà, ma anche nello sviluppo di nuove opportunità di investimento e di nuove attività imprenditoriali, poiché stimola l'attività produttiva e riscatta la dignità delle persone che ne usufruiscono sostenendo la fiducia nelle loro potenzialità e in quelle dei loro progetti. In tal senso il microcredito rappresenta non solo un orientamento etico-sociale, ma anche uno strumento in grado di generare profitti e di sostenere lo sviluppo economico soprattutto a livello locale. 
Il presente progetto ha quindi contribuito al conseguimento di questo obiettivo proprio attraverso il monitoraggio e la valutazione di tutte le iniziative di microcredito attivate in Italia a sostegno dell'occupazione e dell'integrazione sociale dei soggetti esclusi dall'accesso al credito e, conseguentemente, dalla possibilità di avviare una microimpresa o attività autonoma a garanzia di un inserimento sostenibile nel mercato del lavoro.

I prodotti realizzati

La realizzazione del progetto si è basata sulla consultazione ed il coinvolgimento di istituzioni, organismi ed enti che operano nel campo del Microcredito, nell'interesse comune di una maggiore conoscenza del fenomeno che possa consentire una più ampia e migliore diffusione del microcredito in Italia.

Infatti, il monitoraggio e l'analisi costante delle suddette iniziative ha reso accessibili e trasparenti le attività realizzate nonché i loro esiti in termini di occupazione ed integrazione sociale. Il monitoraggio ha favorito, inoltre, la governance delle iniziative citate e ha garantito la diffusione delle migliori pratiche realizzate sul territorio nazionale anche tramite la predisposizione di Rapporti periodici di monitoraggio e valutazione, nonché la realizzazione di una serie di conferenze informative da svolgersi nei territori dell'obiettivo convergenza.

Durata
dicembre 2010 - ottobre 2013

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