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Obiettivi

Natura Giuridica e Mission Istituzionale


 

 

Il "Comitato Nazionale Italiano Permanente per il Microcredito" (di seguito per brevità definito anche Comitato Nazionale) è la naturale prosecuzione del "Comitato Nazionale Italiano per il 2005 - Anno Internazionale del Microcredito" (Comitato 2005), nato in risposta alle risoluzioni 53/198, 58/488 e 58/22 con cui l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2005 "Anno internazionale del Microcredito". Con le citate risoluzioni le Nazioni Unite hanno chiesto ad ogni Stato membro di costituire un comitato nazionale dedicato alla diffusione e alla promozione del microcredito, espressamente indicato come uno strumento utile alla lotta della povertà estrema ed al raggiungimento degli obiettivi del Millennio.

In riferimento a tale quadro regolatorio, il 7 settembre 2004 si costituì, sotto la Presidenza dell'allora Sottosegretario agli Affari Esteri, On.le Mario Baccini, il "Comitato Nazionale Italiano per il 2005 - Anno Internazionale del Microcredito". Al Comitato 2005 fu attribuito l'obiettivo di definire e promuovere una "via italiana al microcredito". Questa fu da subito intesa in un'accezione che non circoscrivesse la mission al solo strumento microcreditizio, tradizionalmente utilizzato in favore dei Paesi in via di sviluppo, ma che anzi la estendesse a tutta l'attività microfinanziaria in grado di sostenere la lotta alla povertà estrema ed all'esclusione finanziaria nell'ambito delle politiche di cooperazione internazionale come pure su un piano domestico.

L'azione del Comitato 2005 fece leva sulle potenzialità, sulle professionalità e sul patrimonio di conoscenze già presenti nel nostro sistema-paese non tralasciando di sviluppare sinergie positive con gli altri Stati impegnati nella stessa direzione.

Al Comitato 2005 aderirono numerosi soggetti istituzionali, organizzazioni non governative, istituzioni del settore bancario e finanziario, esponenti del mondo imprenditoriale, istituti e fondazioni, università ed enti di ricerca. Nel corso del 2005, i membri aderenti elaborarono strategie e implementarono un ampio panorama di iniziative ispirate e coordinate da due gruppi di lavoro (GDL) costituiti in seno al Comitato 2005: il "GDL Riflessioni" ed il "GDL Iniziative", che individuarono criteri e metodologie utili a progettare una "microfinanza italiana d'eccellenza", contribuendo alla promozione della cultura del microcredito nel nostro Paese.

Sulla base di tale acquisti, nell'anno 2006, in conformità al disposto normativo della legge dell'11 marzo 2006, nr. 81 (art. 4 bis comma 8), il Comitato 2005 si è trasformato nel "Comitato Nazionale Italiano Permanente per il Microcredito" (Comitato Permanente o Comitato), che rappresenta, ancora oggi, nel panorama internazionale, uno dei pochi casi di continuità di un'iniziativa creata nell'ambito dell'Anno Internazionale del Microcredito. Il Comitato Permanente fu subito insignito con due significativi riconoscimenti: quello del Presidente Giorgio Napolitano, che si è compiaciuto di accordare l'Alto Patronato Permanente del Presidente della Repubblica - in riconoscimento del particolare valore solidaristico del Comitato e del ruolo dallo stesso rivestito quale fattore di impulso per la microfinanza italiana - e quello dell'allora Presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU, Ambasciatrice Sheikha Haya Rashed Al Khalifa, che, oltre a dichiararsi ampiamente disponibile per programmi di mutua collaborazione, ha voluto, il 27 Febbraio 2007, inaugurare personalmente la nuova sede del Comitato Permanente.

L'ultimo tassello del percorso istituzionale del Comitato Permanente è rappresentato dalla legge del 24 Dicembre 2007 n.244, art.2, commi 185-186-187, attraverso la quale lo stesso è stato riconosciuto come un Ente di diritto pubblico che, secondo quanto recita il menzionato comma 185, " continua a svolgere la propria attività presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche per agevolare l'esecuzione tecnica dei progetti di cooperazione a favore dei Paesi in via di sviluppo, d'intesa con il Ministero degli Affari Esteri ". Con tale trasformazione istituzionale, il Comitato Permanente è stato posto al centro delle politiche italiane di sviluppo umano e sociale con il compito di coagulare tutte le possibili sinergie, sia a livello di politiche di cooperazione allo sviluppo che a livello di crescita interna, utili alla lotta della povertà estrema e dell'esclusione finanziaria in Italia e nel mondo.

Il percorso autorizzativo del Comitato Permanente, percorso particolarmente complesso trattandosi di ente di diritto pubblico , si è concluso con la pubblicazione del regolamento di amministrazione e contabilità del Comitato stesso nella Gazzetta Ufficiale numero 18 del 23/1/2009. Il 2009 rappresenta, dunque, il primo anno di attività del Comitato Permanente nella sua nuova veste giuridica. Questo consente, senza alcun dubbio, la definizione di una linea strategica che, sempre in continuità con gli obiettivi istituzionali, sia caratterizzata da una programmaticità di più ampio respiro temporale, di maggiore valenza istituzionale, di più concrete potenzialità delle politiche di networking e di funding indispensabili ad un'azione efficace ed in grado di incidere in profondità sul territorio.

 

Le attività ed i modelli operativi


Le Attività e la mission etica dell'Ente

 

 

 

L'operatività dell'Ente è orientata al sostegno di iniziative volte a favorire la lotta alla povertà e l'accesso a forme di finanziamento in favore di categorie sociali che ne sarebbero altrimenti escluse sia sul territorio nazionale (microfinanza domestica), che nei Paesi esteri (microfinanza per la cooperazione internazionale). Sul piano domestico, l'Ente intende definire strategie ed azioni coerenti con gli obiettivi del sistema Paese ed in sintonia con gli strumenti e gli interventi anticrisi predisposti recentemente a livello governativo. Sul terreno internazionale, gli interventi di microcredito e quelli microfinanziari saranno decisi in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri ed in accordo con le politiche di cooperazione internazionale adottate dall'Italia.

Nello specifico, le attività ed i progetti promossi dall'Ente sono riconducibili ad una componente creditizia e ad una componente tecnica; nel primo caso, ci si riferisce a specifici programmi di sostegno ad attività di microcredito e microfinanza; nel secondo, a programmi direttamente o indirettamente collegati allo studio ed alla formazione nel settore del microcredito e della microfinanza, al sostegno del mercato ed alla diffusione della cultura della microfinanza, del microcredito e dell'inclusione finanziaria.

 

Le attività creditizie

L'Ente Nazionale per il Microcredito, tramite i propri membri e i partners dei singoli progetti, promuoverà anche per mezzo di fondi messi a disposizione da singoli operatori pubblici, nazionali e comunitari, e privati, iniziative a favore di persone fisiche in stato di povertà o vittime dell'esclusione finanziaria e di persone giuridiche, in particolare cooperative e microimprese, con difficoltà di accesso al credito, al fine di finanziare nuovi progetti di sviluppo imprenditoriale eticamente e tecnicamente condivisi. L'Ente si propone istituzionalmente di gestire fondi pubblici e privati finalizzati alla lotta alla povertà e alla emarginazione finanziaria attraverso lo strumento del microcredito. Coerentemente lo stesso sosterrà altresì, tramite i propri membri ed i partners dei singoli progetti, sia sul territorio domestico che nelle economie in transizione e nei paesi in via di sviluppo, iniziative microfinanziarie volte a favorire la nascita e lo sviluppo di microimprese - secondo i parametri dimensionali indicati dalla raccomandazione 2003/361/CE - sotto qualsiasi forma giuridica costituite. In particolare, l'Ente sosterrà, sempre tramite i propri membri ed i partners dei singoli progetti, programmi microfinanziari che presentino uno o più componenti tra quelle di seguito indicate:

  • Prodotti di credito (ad es. microcredito, microleasing)
  • Prodotti di pagamento (ad es. money transfers, carte di credito, carte prepagate)
  • Prodotti di raccolta del risparmio
  • Prodotti assicurativi
  • Prodotti di garanzia
  • Prodotti volti a favorire l'effetto leva finanziaria su singoli progetti

L'Ente promuoverà, infine, anche in via diretta, servizi tecnici di studio e formativi a supporto degli aspetti tecnico-gestionali delle iniziative intraprese.

 

Le attività tecniche

 

Tali attività che verranno finanziate attraverso le risorse pubbliche nazionali assegnate all'Ente nonché, ove possibile, attraverso fondi comunitari e risorse private. Rispetto alla componente tecnica, anche le linee operative saranno diverse. Esse possono riferirsi, in primo luogo, ad iniziative riconducibili alla produzione di servizi a sostegno di progetti con componenti di microcredito e di microfinanza: rientrano in tale categoria, a titolo esemplificativo, tutte le iniziative di formazione, di ricerca, di raccolta ed analisi dei dati, di promozione legislativa in materia microfinanziaria. Un ulteriore ambito di attività tecnica è riconducibile alle iniziative di networking volte ad estendere e rafforzare i legami tra operatori - profit e non profit - ed istituzioni del settore nonché alle iniziative di promozione e diffusione della cultura microfinanziaria.

 

I modelli operativi


 

 

Il ruolo dell'Ente

Le linee operative possono essere sostenute attraverso interventi diretti dell'Ente (direct playing) che si traducono nella promozione, nell'attivazione, nel sostegno tecnico e, se possibile, finanziario (quest'ultimo tramite risorse private eventualmente reperite a tal fine), nella gestione e nel monitoraggio di specifiche iniziative di microcredito o di microfinanza. L'Ente può altresì promuovere interventi indiretti (matching field), volti a sostenere progetti attuati da istituzioni terze ma certificati dall'Ente stesso.

 

Il Funding

 

Lo sviluppo delle attività sopra descritte sarà finanziato sia tramite le risorse pubbliche annualmente destinate all'Ente per il suo funzionamento , che tramite le risorse aggiuntive sia pubbliche - nazionali e/o comunitarie - che private . Le risorse economiche ( di origine pubblica, privata o comunitaria ) che verranno utilizzate dall'Ente per sostenere i progetti inerenti l'attività creditizia potranno avere natura di donazioni, di soft loans, di crediti ordinari, di messa a disposizione di fondi finalizzati a sostenere singoli progetti con obbligo o meno di rimborso. Potranno essere acquisite anche risorse non monetarie sotto forma di beni e servizi. Le risorse economiche ( di origine pubblica, privata o comunitaria ) che verranno utilizzate dall'Ente per sostenere i progetti inerenti l'attività tecnica potranno avere natura di contributi di funzionamento, di donazioni, di soft loans e di crediti ordinari. Potranno essere acquisite anche risorse non monetarie sotto forma di beni e servizi.

 

Le attività microfinanziarie

 

Nel prossimo triennio, l'Ente porrà le basi per implementare gli strumenti necessari ad un proprio intervento nelle attività microfinanziarie. Questa tipologia di intervento può realizzarsi anche tramite banche, intermediari finanziari o fondazioni, secondo i seguenti modelli già individuati dall'Ente stesso:

  • a) offerta di risorse da destinare alla costituzione di garanzie a favore di investimenti privati in programmi di microcredito e di microfinanza;
  • b) offerta di risorse di provenienza pubblica e privata da destinare all'erogazione diretta di microcrediti;
  • c) promozione di Fondi di Investimento per la Microfinanza.

L'Ente intende operare secondo le linee di intervento richiamate, tra loro complementari. Al riguardo occorrerà definire nello specifico le modalità di funzionamento e gli schemi operativi da adottare, anche congiuntamente agli intermediari finanziari ed alle fondazioni bancarie aderenti, nel rispetto delle riserve di legge in materia di attività bancaria e finanziaria previste dalla legislazione vigente, e secondo le linee programmatiche di seguito descritte.

 

Le Garanzie

 

L'Ente Nazionale per il Microcredito potrà destinare, anche tramite i propri membri ed i partners dei singoli progetti, parte delle risorse private raccolte per alimentare forme di credit risk mitigation a favore di microcrediti e prodotti microfinanziari che rispondano ai requisiti di eleggibilità stabiliti dall'Ente stesso. Tali forme di garanzia potranno avere natura di garanzie reali, finanziarie ovvero di garanzie personali e potranno essere articolate in maniera tale da fungere da strumenti di mitigazione del rischio ai fini del calcolo del requisito patrimoniale obbligatorio da parte delle banche.

In base a specifica Convenzione, l'Ente potrà favorire il trasferimento di tali somme con vincolo di destinazione:

  • a) ad un intermediario finanziario che ne assume l'obbligo di gestione e/o;
  • b) ad un ente no-profit che provvede alla gestione avvalendosi di un intermediario finanziario.

Le risorse potranno essere impiegate, sia a favore di progetti microfinanziari sostenuti esclusivamente da investitori privati, sia a favore di progetti finanziati da un mix di prestiti e fondi a dono. I progetti garantiti potranno essere assistiti da co-garanzie e da contro-garanzie offerte da altre istituzioni. L'Ente potrà promuovere azioni volte a favorire la costituzione di co-garanzie e contro-garanzie di soggetti terzi.

 

Il Microcredito e i Prodotti Microfinanziari

 

L'Ente potrà favorire la destinazione delle risorse ottenute da soggetti pubblici, nazionali e comunitari, e privati per alimentare la costituzione di Fondi a sostegno di progetti di microcredito e microfinanza. I Fondi potranno avere natura rotativa e potranno sostenere progetti di microcredito e microfinanza che rispondano ai requisiti di eleggibilità stabiliti dall'Ente stesso.

In base a specifica Convenzione, l'Ente potrà favorire il trasferimento della titolarità di tali somme ad un intermediario bancario o finanziario, che ne assume l'obbligo di gestione con vincolo di destinazione. Le risorse di tali Fondi saranno destinate ai singoli progetti, ricorrendo a schemi di finanziamento totalitario o a schemi di co-finanziamento a valere su risorse aggiuntive, anche provenienti da investitori privati.

Nell'ipotesi di co-finanziamento, la quota parte dei fondi resi disponibili dall'Ente potrà costituire la tranche a rimborso posticipato del finanziamento ed attenuare così il rischio per gli investitori privati. I progetti alimentati da tale tipologia di intervento potranno godere anche delle forme di credit risk mitigation indicate al punto a).

 

Fondi di Microcredito e i Fondi di Investimento Chiusi per la Microfinanza

 

L'Ente Nazionale per il Microcredito svolgerà attività volte ad incoraggiare e stimolare la promozione e la costituzione di Fondi di Microcredito e di Fondi di Investimento Chiusi per la Microfinanza a valere su risorse di terzi investitori e donatori. Tali tipologie di Fondi avranno per oggetto esclusivo il finanziamento di progetti di microcredito e di microfinanza che rispondano ai requisiti di eleggibilità stabiliti dall'Ente stesso. Con apposite Convenzioni, l'Ente potrà individuare, caso per caso, i soggetti titolari ed i gestori dei singoli Fondi.

Gli aderenti ai Fondi potranno essere investitori e donatori pubblici e privati; le risorse che alimentano i Fondi potranno configurarsi anche come risorse a dono. Le quote di investimento acquisite tramite fondi dati a dono potranno assolvere la funzione di attenuazione del rischio connesso alle altre quote, ad esempio attraverso meccanismi di postergazione dei rimborsi e di rinuncia all'eventuale accrescimento del valore della quota derivante dall'investimento. Gli investimenti effettuati con i Fondi potranno essere assistiti dalle forme di garanzia previste al punto a).

 

Le attività tecniche

 

Il 2009, ed il triennio 2009-2011, vedranno l'impegno dell'Ente Nazionale per il Microcredito rivolto allo sviluppo del mercato della microfinanza sia attraverso attività di formazione, ricerca e formulazione di proposte legislative, sia attraverso azioni di promozione e diffusione della cultura microfinanziaria. Funzionale ed imprescindibile sarà la costituzione di una banca dati per la microfinanza italiana.

 

La formazione e la ricerca applicata

 

Attività fondamentale del prossimo triennio sarà quella di creare strumenti di analisi ed applicativi specifici utili alla definizione di una "via Italiana al microcredito" ed alla formazione di operatori specializzati in microcredito e microfinanza . L'attività di formazione verrà realizzata tramite corsi di formazione, anche corredati da attività di stages, organizzati direttamente dall'Ente, presso le istituzioni no-profit e gli intermediari finanziari. Nella progettazione e nella realizzazione dei programmi di formazione e di ricerca, l'Ente Nazionale per il Microcredito si avvarrà del network nazionale ed internazionale delle università e degli enti di ricerca dedicati al settore, anche attraverso la stipula di apposite Convenzioni. Le risorse saranno concentrate principalmente sulle seguenti aree riguardanti l'esclusione finanziaria ed i programmi microfinanziari:

  • diffusione della cultura finanziaria (financial education)
  • modelli di analisi di fattibilità
  • modelli di governance
  • realizzazione e monitoraggio dei piani di business
  • analisi e mappatura dei processi