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Firmata l'intesa tra i presidenti Baccini e Buccioni Accordo tra Ss Lazio e Enm (Ente Nazionale per il Microcredito), l'educazione finanziaria "sposa" l'attività sportiva. Intesa firmata alla presenza dei rispettivi presidenti, Antonio Buccioni e Mario Baccini.

L’obiettivo dell’Accordo è quello di favorire la formazione e la microimpresa in ambito sportivo, per diffondere la pratica sportiva sul territorio nazionale ed europeo attraverso gli strumenti propri del microcredito, promuovendo progetti e iniziative che facilitino le attività sportive e motorie per ogni fascia di età e di popolazione, con particolare riferimento allo sport giovanile sia per i normodotati che per i diversamente abili. “Questa è una opportunità per coniugare l’attività sportiva, con i suoi valori, alla educazione finanziaria e alla promozione di attività che possano indirizzare i giovani a creare impresa sfruttando idee innovative e promuovendo una cultura del lavoro che valorizzi lo sport - assicura Baccini -

Questa attività è il fulcro della rete che contribuiamo quotidianamente a costruire per valorizzare la via italiana al microcredito”. "Ringrazio il presidente Baccini per la disponibilità. Oggi lo sport italiano, e particolarmente quello gestito dalle società sportive dilettantistiche con così grande passione, ha bisogno di collaborazioni ed iniziative come questa- ha affermato il presidente della SS Lazio, Antonio Buccioni - Chi si apre al mondo dello sport si apre naturalmente ai giovani.

In questo momento storico è proprio a loro, che hanno possibilità di affermazione diversa e problematica rispetto al passato, che un'attenzione in più come quella offerta dal microcredito va apprezzata maggiormente come un'opportunità da cogliere".

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Avezzano – Quel sogno chiuso nel cassetto o quell’idea più volte rimandata, oggi possono diventare realtà grazie al progetto “Yes I Start Up”, avviato dall’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) e dall’Ente Nazionale del Microcredito.

L’Agenzia per il lavoro (Apl) di Avezzano, Gruppo Sicurform, ha attivato uno sportello dedicato a questa misura finalizzata alla formazione e all’accompagnamento all’autoimprenditorialità dei giovani NEET, attraverso un percorso formativo mirato e personalizzato per la definizione di un’idea di impresa. I giovani NEET interessati sono ragazzi dai 18 ai 29 anni iscritti al programma SelfiEmployment, (può fare domanda anche chi ha già usufruito di altre misure di Garanzia Giovani), che allo stato attuale non lavorano, non studiano e non si stanno formando.

 

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I soggetti che non riescono ad attingere al credito bancario tradizionale si rivolgono a questa forma alternativa. L'Ente Nazionale ha già raccolto in sei mesi le stesse richieste dell'intero anno scorso, e i denari erogati procedono di pari passo. Cresce la richiesta di microcredito in Italia: alle Banche convenzionate con l'Ente Nazionale registrato sono arrivate oltre 1.500 domande nel corso del primo semestre del 2018, che lasciano ipotizzare per l'intero anno oltre 3 mila richieste di microcredito, ovvero un boom del 260% su base annua.

Significa una domanda di finanziamento da parte di quelle persone - magari giovani startupper, donne che provano a iniziare un'attività, i cosiddetti "soggetti deboli" - che nove volte su dieci non riescono ad aprire un canale bancario tradizionale, per l'assenza di garnazie da prestare in cambio di denari. I dati sono stati raccolti dall'Ente Nazionale per il Microcredito, che ha vagliato l'operatività dei 27 istituti di credito convenzionati a valere sul fondo di garanzia nazionale Pmi, sezione microcredito. Il presidente Mario Baccini ha commentato i dati sottolineando come "il trend di microcrediti richiesti negli ultimi mesi è del 250%" e le ricadute della microimprenditorialità sono positive, visto che il "sistema sviluppa un fattore occupazionale del 2.43 e riesce a creare aziende sane con default pari a 0,73 per cento. Un successo per uno strumento che crea sviluppo senza garanzie reali e che si rivolge a quella fascia 'socialè border line di non bancabili che grazie a questo strumento finanziario, invece, diventa produttiva in un sistema economico sempre più rapace".

Nel complesso, l'Ente ha censito oltre 8mila interventi del Fondo di garanzia sulle operazioni di microcredito per una cifra totale di 183 milioni di euro, tra banche convenzionate e non. Bnl con 60 milioni, poi Intesa Sanpaolo e Unicredit intorno ai 18 milioni sono gli istituti che risultano maggiormente coinvolti. Lo strumento risulta particolarmente incisivio nel Sud, con Sicilia (18% dei finanziamenti), poi Sardegna e Calabria (tra il 7 e l'8 per cento) in cima alla lista degli interventi, chiusa dalla Lombardia. Nel dettaglio dell'operatività dell'Ente ci sono tutte le tracce dell'accelerazione dell'attività negli ultimi tempi. Come detto all'inizio, in poco più di due anni le domande sono letteralmente esplose.

L'erogato del primo semestre del 2018 - 12,2 milioni di euro - ha già quasi raggiunto il totale del 2017, 13,7 milioni di euro. Vuol dire che si sta viaggiando a velocità doppia. E i finanziamenti per i quali è stato richiesto l'intervento del Fondo di Garanzia sono stati solamente 10, pari allo 0,73% di tutti i finanziamenti concessi. L'importo medio dei Finanziamenti è di 22.950 euro, una durata media di poco superiore ai 5 anni. I richiedenti sono per lo più maschi (ma in misura non schiacciante, le donne sono il 43%), e l'età media è di 37 anni.

Grande risalto viene dato dall'Ente alle figure dei tutor, che affianca le imprese e rende più "umana e personale" la relazione con il mondo bancario. Secondo Baccini, "questa attività di lotta alla povertà e all'esclusione sociale e finanziaria è sempre più un'intuizione vincente per un Paese come l'Italia in cui la piccola, piccolissima e media impresa sono il vero motore dell'economia e altresì un modello funzionale come questo può, a buon diritto, essere riprodotto ed esportato in altre Nazioni con i benefici di una finanza etica che può svilupparsi anche con prodotti di tipo diverso come micro housing, microleasing e microcredito per il sociale". Il presidente ritiene centrato l'obiettivo di mettere "a sistema tutto quel mondo delle Ong, dell'associazionismo e allo stesso tempo buona parte del mondo creditizio, per sostenere la diffusione e il controllo di un prodotto vincente, sostenuto dalle politiche dello Stato con un fondo di garanzia ad hoc".

Ma non dimentica la prossima sfida: "La professionalizzazione degli operatori che svolgono i servizi ausiliari perché possano sostenere con maggiore attenzione le dinamiche e i processi per i microcrediti, affinché il default delle imprese sia pari a zero".

 

Fonte: http://www.repubblica.it

Il microcredito per finanziare l’intero corso di studi, un Tutor personalizzato per seguire la carriera accademica di ogni studente e un Ufficio di Job Placement per ogni Facoltà che si impegna ad accompagnare la ricerca occupazionale post laurea. Sono alcuni dei servizi specifici che l’Università Suor Orsola Benincasa offre ai suoi studenti in aggiunta a quelli forniti dall’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario della Regione Campania. Servizi che l’Ateneo napoletano giovedì 12 luglio a partire dalle ore 16 illustrerà alle future matricole ed anche alle loro famiglie nel tradizionale appuntamento annuale del “Family Open Day” organizzato dal Servizio di Orientamento.

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Un giovane vuole aprire una startup, ma non ha case di proprietà né mamma o papà che possano coprirgli le spalle con una garanzia. Un extracomunitario ha un’idea imprenditoriale in testa e pochi soldi in tasca. Un gruppo di donne - una commercialista, un’avvocata e una consulente del lavoro - coltivano il progetto di fare squadra e di avviare uno studio a tutto campo: nessuna garanzia reale, solo la voglia di mettersi in gioco. Per loro, si sa, la strada dei finanziamenti tradizionali è sbarrata: non ci sono ipoteche da accendere né fidejussioni da sottoscrivere.

C’è però un microcredito alternativo, socialmente sostenibile, a portata di tutti gli esclusi dai canali tradizionali: si chiamano in un gergo impietoso “soggetti non bancabili”. Questi prestiti in Italia stanno volando: secondo il nuovo rapporto dell’Ente nazionale per il microcredito, le richieste potrebbero raggiungere quest’anno quota tremila.

In due anni e mezzo le domande - e le erogazioni di credito - sono lievitate. Fino ad assestarsi nel primo semestre del 2018 a quota 1.507 richieste di finanziamento che da sole superano i volumi di tutto il 2017.

Le proiezioni elaborate dall’Ente prevedono - e sono stime prudenziali - un raddoppio: il 2018 potrebbe chiudersi quindi a quota 3mila trascindandosi dietro finanziamenti per oltre 24 milioni di euro. Fermandoci a oggi e quindi tenendo presente l’intero periodo fino al primo semestre di quest’anno, le erogazioni si attestano a 31,4 milioni di euro, con 1034 finanziamenti andati a buon fine di cui 517 solo nel primo semestre del 2018 contro i 603 prestiti erogati in tutto il 2017.

«Questi dati dimostrano che il Paese sta uscendo da un clima di sfiducia dilagante nei confronti dei sistemi di aiuto alle imprese - dice Mario Baccini, presidente dell’Ente nazionale per il microcredito- e che l’aver abbracciato l’economia sociale di mercato come lotta all’esclusione si sta rivelando una formula vincente». Lo strumento, infatti, funziona senza il ricorso a garanzie reali: l’imprenditore o aspirante tale fa domanda di prestito a una delle 25 banche convenzionate con l’Ente (1.300 filiali in tutto) e il Fondo di garanzia per le Pmi interviene a tutela del rientro del finanziamento. Il tutto veicolato dal servizio di tutoraggio, una new entry che a regime sta dando i suoi frutti. «Nulla a che vedere - tuona Baccini - con alcune formule di microcredito che monitoriamo e che vengono offerti sul mercato in totale assenza di servizi ausiliari e con tassi di default che arrivano anche al 20 per cento».

Il tutoraggio sembra invece la mossa vincente: spiega l’alto tasso di accoglimento delle domande e spiega anche il basso tasso di default: solo lo 0,73 per cento.

«Il microcredito imprenditoriale che abbiamo avviato nel 2016 e che oggi, grazie alle convenzioni con le banche, può contare su un planfond di 300 milioni - spiega Giovanni Nicola Pes, vicesegretario di Enm - prevede l’assistenza di 325 tutor iscritti all’elenco nazionale obbligatorio da noi vigilato e che sono sparsi sull’intero territorio nazionale.

I tutor offrono assistenza prima, durante e dopo il finanziamento: è la vera grande rivoluzione del nostro modello che ha permesso al microcredito imprenditoriale di assestarsi su un così basso tasso di default contro il 10% di quello tradizionale».

Figura centrale, il tutor è un libero professionista che fa richiesta all’Enm, affronta un breve periodo di formazione e poi si iscrive all’elenco nazionale obbligatorio. È lui che incontra gli aspiranti imprenditori o i professionisti che fanno domanda di microcredito, ne analizza la tenuta sul mercato, fa una prima scrematura scartando le domande non finanziabili e redige il business plan. Insomma, accompagna i progetti imprenditoriali passo dopo passo. I tempi medi dal primo contatto con il tutor alla delibera bancaria sono di circa tre mesi: 34 giorni per le operazioni di tutoraggio e 62 di attesa per la delibera bancaria

Con questa formula l’Ente ha accolto il 68% delle domande dal 2016 al primo semestre 2018, pari a 1.368 richieste soddisfatte: non sono poche se si considera, dati alla mano, che quelle rifiutate sono in realtà soltanto il 10% perché un buon 22% delle istanze sono state ritirate per rinuncia da parte del”candidato”.

La top ten regionale riserva qualche sorpresa: i finanziamenti più consistenti sono andati alla Sicilia (18,3%), Sardegna (7,9%) e Calabria (7,2 per cento).

 

Fonte : il sole 24 ore